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Il comparto del vino è in salute. È sufficiente fare un giro a Vinitaly 2018, la 52° edizione dell’evento enologico tenutosi a Verona lo scorso aprile, che ha visto la città diventare per quattro giorni capitale mondiale del vino.

Secondo le prime stime degli organizzatori, il Salone del vino italiano si è chiuso con 128 mila visitatori provenienti da 143 nazioni. Ma oltre al mero dato quantitativo, è stato l’aspetto qualitativo a fare la differenza. A cominciare dalla presenza di buyer stranieri in aumento, presenze qualificate decisive per stringere contratti e fare affari per portare il vino italiano sugli scaffali delle enoteche e dei supermercati, oltre che sulle tavole dei ristoranti in giro per il mondo. Le cifre parlano di buyer esteri accreditati con un segno +6% sul 2017, per una quota pari a circa 32 mila ingressi, segnando il passaggio a un’impostazione di un Vinitaly sempre più business rispetto al passato. “Il numero crescente di professionisti del settore testimonia il consolidamento del ruolo b2b di Vinitaly a livello internazionale, con buyer selezionati e accreditati da tutto il mondo” – le parole di soddisfazione del direttore generale di Veronafiere Giovanni Mantovani.

Il focus estero di Vinitaly 2018

Vinitaly è il salone dei vini italiani, ma con l’occhio rivolto verso l’estero. Gli USA si confermano, con una crescita dell’11% di presenze di compratori, il mercato n. 1 del vino italiano. Proprio per gli americani è stata pensata anche “Opera Wine”, l’anteprima di Vinitaly firmata da “Wine Spectator”. Forse in futuro il baricentro dell’export potrà essere preso dalla Cina, che ha fatto registrare un aumento di presenze di professionisti del settore pari al 34%, mentre il mercato domestico, inteso come Europa, segna dati interessanti: dal Nord Europa (Svezia, Finlandia, Norvegia e Danimarca, +17%), dai Paesi Bassi (+15%), Polonia (+27%). Segnali incoraggianti confermano il vino italiano tra i più apprezzati al mondo: la top 10 delle presenze straniere vede in cima gli Usa, seguiti da Germania, Regno Unito, Cina, Francia, Nord Europa, Canada, Russia, Giappone, Paesi Bassi e Belgio. Aumentano gli espositori e la loro soddisfazione.
Cresce anche il numero di espositori: in tutto 4.380, ovvero 130 in più rispetto al 2017. Per i produttori italiani Vinitaly si conferma una vetrina imprescindibile per interfacciarsi con i propri partner commerciali nazionali ed esteri. Una sorta di Festival di Sanremo del vino, dove non si può mancare anche perché tutti ne parlano. La maggior parte dei produttori incontrati ci ha confermato di essere soddisfatta dagli incontri realizzati. Appuntamenti millimetrici in agenda con ristoratori ed enotecari, per una conferma degli ordini o per nuovi sviluppi. Alcuni produttori lamentano ancora qualche presenza non proprio qualificata, anche se il divario tra Vinitaly e ProWein, la fiera del vino tedesca in scena a Dusseldorf prima dell’appuntamento di Verona, sembra essersi assottigliato, con molti addetti del settore che ormai partecipano a entrambe le iniziative fieristiche del vino per presentare le novità e la gamma completa di produzione.

Vinitaly Social

Anche il mondo del vino ormai è sempre più social e connesso. Tra hashtag e stories, le cantine oltre che di bravi enologi e commerciali sempre più si stanno dotando di social media manager, esperti di comunicazione per promuovere il proprio brand sui social. Le conversazioni attorno a #Vinitaly2018 sono cresciute rispetto al 2017, con il 18% realizzate all’estero, secondo l’analisi dell’Osservatorio Qualivita Wine sui dati di Waypress Media Monitoring. Emerge che, guardando all’hashtag #Vinitaly2018, c’è stato un boom in Cina, che ha fatto registrare il 7% delle citazioni totali, mentre gli Usa si confermano influenti anche sui social con il 5,2% delle conversazioni. Best influencer è risultato il profilo ufficiale di Vinitaly, @VinitalyTasting. In graduatoria anche i politici italiani che hanno fatto passerella a Verona in cerca di un accordo per il nuovo Governo, da Matteo Salvini a Giorgia Meloni, da Luigi di Maio a Maurizio Martina, alle istituzioni come il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, quello del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. L’appuntamento per Vinitaly 2019 come sempre a Verona, da segnare in calendario dal 7 al 10 aprile.

Per ulteriori informazioni sull’evento visitate il sito vinitaly.com

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