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Guida alle Birre d’Italia 2019: da Slow Food un elenco delle migliori bottiglie

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Non solo business, non solo una moda ma una vera e propria passione quella che accomuna tutte le regioni d’Italia, da Nord a Sud. Dopo anni di esperimenti, di prove negli stabilimenti, la concorrenza è tantissima tra i mastri birrai che con i loro “succhi di luppolo” popolano i locali di tutto il Paese. Per essere sempre aggiornati non basta frequentare i migliori luoghi adatti alla degustazione ma occorre un vero e proprio manuale. In soccorso degli amanti del settore arriva la Guida alle Birre d’Italia 2019 di Slow Food, un elenco diviso per regione che premia con una menzione le migliori birre italiane.

La Guida alle Birre d’Italia per capirne i benefici.

Con il passare del tempo gli studi scientifici sono venuti in soccorso dei degustatori di questa bevanda che fino a pochi anni fa era considerata “semplicemente” buona e dissetante. La prospettiva, oggi, cambia grazie a quegli approfondimenti settoriali che hanno dimostrato una serie di proprietà benefiche della birra. Al netto di ogni esagerazione, che porta il corpo a non tollerare alcun tipo di gradazione, con eventuali conseguenze sui nostri organi, consumare moderatamente la birra significa, ad esempio, avere reni più sani. Grazie a uno studio realizzato in Finlandia si è scoperto come il consumo di una bottiglia al giorno riduca fino al 40% la formazione di calcoli renali negli uomini. Questo perché pare che il luppolo eviti la formazioni di masse pietrose. Ancora, agirebbe direttamente sul cervello, aiutando a tenere lontane malattie come l’Alzheimer. Parallelamente diminuisce, secondo oltre un centinaio di studi di settore, il rischio di attacchi cardiovascolari di ogni genere con una percentuale che oscilla dal 25 al 40 per cento; questo perché è in grado di innalzare i livelli del colesterolo “buono” (HDL), evitando l’intasamento delle arterie.

Tre i tipi di riconoscimento assegnati nella Guida alle Birre d’Italia 2019, così come già accaduto in passato. Si parte dalla Chiocciola, che indica quei birrifici nostrani che hanno fatto la differenza per quanto riguarda qualità del prodotto, costanza produttiva e importanza. Dopodiché segue il riconoscimento della Bottiglia, assegnata alle aziende che hanno dato il meglio in ogni singolo contenitore di vetro con la produzione di gusti articolati e di carattere. Infine la menzione al Fusto, che riguarda principalmente birre semplici e facili da mandare giù.

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A differenza di quanto accaduto in passato con altro genere di menzioni, nella Guida alle Birre d’Italia 2019, da Slow Food fanno sapere che non si tratta di una classifica stilata per punteggio, ma di un elenco dei prodotti che meritano di entrare di diritto in un libro, senza dover necessariamente precisare, così come sottolineano gli ideatori, “questa birra è più buona di quest’altra“. Si tratta, al contrario, di una serie di birre che, con grande calma, meriterebbero tutte di essere assaggiate.

In quanti si affidano a guide cartacee oppure online per scegliere un determinato ristorante? Oggi è possibile optare anche per le migliori birre grazie alla guida di Slow Food. Un libro da portare sempre nello zaino quando si fa una gita fuori porta o un weekend a stampo culinario. L’elenco dei posti da visitare, dove potersi gustare una birra artigianale in compagnia, è davvero lunghissimo. Merito della dedizione, dello spirito di abnegazione dei nuovi mastri birrai che hanno deciso di fare di una passione, un lavoro che riunisce un’intera comunità, guidandola con i profumi dei migliori luppoli. Quasi seicento aziende raccontata e 2.500 birre recensite.

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