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Cosa bere a Natale? I consigli vinicoli dall’antipasto al dolce.

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Cena della vigilia o pranzo di Natale? Sono questi i dilemmi che attanagliano gli italiani in vista del periodo festivo. Ma c’è un’altra domanda alla quale vogliamo dare risposta: cosa bere? Quali vini abbinare alle portate, a casa o al ristorante? Abbiamo voluto darvi dei consigli per fare bella figura, vini da abbinare che renderanno unici e speciali i vostri momenti passati a tavola con una mini selezione per festeggiare alla grande.

Aperitivo: 36 Mesi Vin Col Fondo Frizzante 2013 – Roccat

Siamo nel cuore di Valdobbiadene, una bella espressione del vitigno Glera con affinamento di 36 mesi, rifermentato in bottiglia senza sboccatura, un metodo ancestrale come si faceva una volta che sta tornando in auge, formato magnum che esalta le sensazioni biscottate e tostate. Inizio brioso e frizzante, azzeccato per cominciare a festeggiare accompagnando delle piccole entrée sfiziose come un carpaccio di tonno al pepe rosa.

Antipasto: Bianco Ventanni Consorzio Tutela Gavi Docg

Natale fa rima con solidarietà. Tra le iniziative più interessanti segnaliamo quella del Consorzio Tutela del Gavi, una denominazione nella zona del basso Piemonte al confine con la Liguria. Con i genovesi ci sono legami antichi. I signori genovesi sceglievano Gavi come residenza estiva. Per ogni bottiglia istituzionale Ventanni del Consorzio Tutela del Gavi DOCG, realizzata con l’etichetta dell’artista Serena Viola, al prezzo disponibile al pubblico con un’offerta di 20 euro, il ricavato sarà destinato al Comitato degli Sfollati del Ponte Morandi. Bianco Cortese in purezza, vitigno versatile in grado di accompagnare una selezione di antipasti, sia a base di pesce, salumi e formaggi, oppure delle torte salate.

Primo: Valtellina Superiore Valgella Ca’ Morei 2015 – Fay

Una Valtellina in verticale. Magari qualcuno deciderà di festeggiare il Natale sulle piste da sci della zona, la montagna dei lombardi. Consiglio per primi piatti importanti, con dei tortellini in brodo o un risotto bitto e bresaola con il Valtellina Superiore Valgella Docg Cà Moréi della cantina Fay a fare da compagnia. Un cru immerso nei vigneti terrazzati, la zona più estesa d’Europa con muretti a secco che si estendono per migliaia di chilometri. Nebbiolo in purezza dal colore rosso granato, generoso ventaglio olfattivo, all’assaggio texture vigorosa supportata da una buona freschezza e acidità.

Secondo: Giulio Ferrari Rosé 2006 – Cantine Ferrari

Il mito cambia colore. Giulio Ferrari in versione Rosé, spumante tra i più importanti in Italia. Presentato lo scorso autunno in anteprima, un vino per stupire i vostri commensali. Non alla portata di tutti, ma vale la pena scommettere su questo emblema del Trentodoc dalla vibrante intensità, sintesi perfetta del carattere del Pinot Nero e dell’eleganza dello Chardonnay, frutto di un’attenta selezione nei vigneti di famiglia in alta quota alle pendici dei monti del Trentino. La prima annata è una vendemmia 2006, undici anni in affinamento in sosta sui lieviti, nel buio e nel silenzio della cantina. Colore brillante, profilo ramato, al naso sensazione intensa in cui dolci note fruttate e agrumate si fondono armonicamente a sensazioni speziate e minerali. Assaggio in bocca estremamente fine ed elegante, sostenuto da una freschezza che dona al sorso un’incantevole persistenza. Abbinamento consigliato con i crostacei.

Dolce: Passito Di Pantelleria Bukkuram – Marco De Bartoli

Marco De Bartoli è il nome della cantina che ha riscoperto e ridato dignità al Marsala. Durante l’ultima vendemmia è stata oggetto di un atto di vandalismo, sono state rubate le uve di zibibbo destinate a diventare Passito di Pantelleria. Un furto in piena regola, non fatevi soffiare l’occasione per assaggiare Bukkuram, vino Passito che riporta il nome di una contrada di Pantelleria. 100% Zibibbo, al naso albicocca pura, sembra di avercela nelle narici, spazio alla frutta secca, fichi, datteri, sentori tropicali. Persistenza infinita, per un vino fatto da uve appassite al sole per trenta giorni, un passaggio di sei mesi in acciaio, poi a riposare in barrique prima di finire in bottiglie e sulle nostre tavole. Ideale con un panettone artigianale.

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