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Una vita effervescente. La storia di Madame Clicquot

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a cura di Giulia Cestari

Ai meno conosciuta come Barbe Nicole Ponsardin, ai più come Veuve (vedova) Clicquot o grande dama dello Champagne, è lei la donna che ha scritto la storia di questo spumante.

Abbiamo tutti sentito parlare almeno una volta della celeberrima Veuve Clicquot Ponsardin, una delle più grandi case produttrici di Champagne del mondo con sede a Reims, nella regione Champagne Ardenne. Quella che in pochi conoscono è però la storia di questa Maison e dell’evoluzione dello Champagne da vino torbido e frizzante all’effervescente e luminosa ambrosia divina che conosciamo oggi.

L’azienda viene fondata nel 1772 da Philippe Clicquot, uomo d’affari proveniente da una famiglia di banchieri e mercanti tessili e proprietario di numerosi vigneti. La Maison funziona bene ed è una delle prime case di Champagne ad esportare i propri spumanti in territorio estero.

Nel 1798, Philippe Clicquot cede le redini dell’azienda al figlio François, determinato a conquistare i mercati di tutto il mondo. A questo scopo assume presto il commesso viaggiatore Louis Bohne, il quale estende il mercato dell’azienda in Inghilterra, Olanda, Germania, Austria, Ungheria e Italia.

L’azienda sta quindi vivendo una vera fioritura, arrivando a produrre circa 100.000 bottiglie all’anno, ma nel 1805 François muore improvvisamente.

Crisi totale per la Clicquot? Forse. O forse no. È proprio qui che entra in gioco la nostra dama dello Champagne.

Nata il 16 Dicembre 1777, Barbe Nicole Ponsardin, figlia di un ricco barone di Reims, nel 1977 sposa François Clicquot. Quando il marito muore ha appena 27 anni e secondo il Diritto Napoleonico non ha alcun diritto sulle proprietà e non può certamente trattare di affari. Ma la signora Clicquot approfitta di una falla nella legge, iniziando di fatto a gestire, contro ogni tradizione, l’azienda del marito. Fortemente ostacolata perché donna, la Veuve Clicquot sfodera fin da subito tutte le sue capacità manageriali e, assistita dal suocero e soprattutto dall’agente Louis Bohne, diventa una delle prime donne imprenditrici dell’Epoca Moderna.

I primi anni sono molto duri: la Clicquot ha forti difficoltà nel trovare i finanziamenti per portare avanti l’attività. I banchieri non le fanno credito, forse perché non si fidano del suo essere donna o forse manovrati dal concorrente Jean-Rémy Moët che ha ottimi rapporti con la Corte Imperiale. Nonostante questi ostacoli e i numerosi rischi di fallimento, Madame Clicquot non demorde e oltre ad ottenere alcuni finanziamenti si impegna per apportare grandi migliorie al prodotto. Capisce infatti di non doversi limitare alla gestione dell’azienda, ma che sono necessari perfezionamenti sia a livello qualitativo dello spumante sia riguardo la sua promozione.

Lo Champagne è a quell’epoca noto e conosciuto dentro e fuori la Francia, ma prima dell’ascesa della Clicquot è ancora un vino torbido. Barbe capisce subito che l’estetica è importante tanto quanto il sapore e lavora per rendere il vino più limpido.
Per eliminare i depositi presenti nella bottiglia causati dal processo di rifermentazione attuato dai lieviti inventa una tecnica, il Remuage, e un attrezzo per metterla in atto, la table de remuages, uno scaffale di legno con i ripiani scavati e inclinati a pendenza crescente. Ogni giorno le bottiglie di seconda fermentazione (in cui sono inseriti zucchero e lieviti per la formazione dell’anidride carbonica) vengono ruotate per staccare i sedimenti e farli scendere sul tappo, che viene poi sostituito. Il vino resta così chiaro, limpido e brillante.

Oltre all’invenzione del Remuage, Barbe studia diverse ricette per la Liqueur d’expedition. Quando le bottiglie di spumante vengono stappate per eliminare i sedimenti ci possono essere delle perdite di vino per cui le bottiglie devono essere ricolmate. Viene allora aggiunto lo sciroppo di dosaggio o liqueur d’expédition, ovvero una miscela di vino, zucchero e altre sostanze segrete. Non si deve pensare che sia un semplice sostituto del vino perso: modificando qualità e quantità degli ingredienti è infatti possibile donare al vino particolari caratteristiche. Ad esempio, a seconda della quantità di zucchero è possibile donare al vino un determinato grado di dolcezza. La Clicquot studia diverse composizioni della liquer d’expédition basandosi sui gusti dei mercati a cui le bottiglie sono destinate. Negli Stati Uniti per esempio preferiscono Champagne più secchi, mentre in Inghilterra apprezzano maggiormente quelli più morbidi.

Altra tappa importante nella storia della dama dello Champagne e dell’azienda Clicquot è la produzione, nel 1810 del primo Millesimato, ovvero uno spumante prodotto con vini da uve di una singola vendemmia (detta millesimo) di una annata buona e speciale.

Anche il 1811 si rivela un anno importante per la Clicquot: quell’anno viene infatti ricordato per il passaggio di una Cometa sui cieli della Champagne e per l’ottima vendemmia. Barbe decide di produrre un vino speciale per quest’occasione, Le vin de la Comète. Il vino che tre anni dopo le servirà per lanciare il suo marchio in Russia, cosa che al marito non era riuscita e che segnava una grande conquista per la Maison in un periodo in cui le tensioni tra l’Europa (in particolare la Francia di Napoleone) e la Russia sono al culmine.

La dama dello Champagne non si lascia spaventare da nulla, aggira l’embargo nei confronti della Russia decretato dalle potenze coalizzate e rifornisce con diecimila bottiglie la corte di San Pietroburgo. Barbe capisce che mantenere buoni rapporti con la corte Russa potrebbe essere la mossa vincente per il successo di vendita della Maison. Anche in mezzo ai cambiamenti di regime Francese (è del 1814 l’abdicazione di Napoleone) e alla crisi economica dovuta alle sanzioni imposte alla Francia con il Secondo Trattato di Parigi (firmato dopo la sconfitta di Napoleone nella Battaglia di Waterloo fra le truppe Francesi e gli eserciti Britannico-Olandese-Tedesco-Prussiano) recluta personalmente rappresentanti nelle capitali Europee, sorveglia i trasporti fino ai porti d’imbarco, fa murare gli ingressi delle cantine per evitare che i soldati Prussiani e Austriaci le depredino, ma offre bottiglie agli ufficiali Russi che sono in quel momento i migliori clienti.

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La Vevue Clicquot Ponsardin è al suo massimo splendore, produce e vende circa 175.000 bottiglie l’anno e aggiunge alla sua offerta il primo Champagne Rosè. Per la prima volta uno Champagne Rosè viene prodotto con l’assemblaggio di vino rosso, nello specifico di Pinot Nero, invece che con l’aggiunta di bacche di sambuco come era consuetudine.

La Grande Dame de la Champagne si ritira a vita privata nel 1841 mentre l’azienda vende mezzo milione di bottiglie l’anno. La Maison passa nelle mani di Edouard Werlé, stagista presso la Maison dal 1821 e scandaloso amante della Madame (Werlè è 23 anni più giovane di Barbe).
Nel 1843 Barbe si ritira nel castello di Bousault e lì muore il 29 luglio 1866, a 89 anni, mentre la Veuve Clicquot Ponsardin produce e vende 775.000 bottiglie di champagne all’anno.

Nessuno di noi guarderà più una bottiglia di Champagne Veuve Clicquot con gli stessi occhi.

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