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Curiosa iniziativa quella messa in atto dal ristorante This Is Not a Sushi Bar di via Lazzaro Papi a Milano: il pasto viene pagato con il numero di follower Instagram. Ovviamente, questo metodo di pagamento è consentito solo a chi ha più di 1000 follower: basta fare una foto del locale, o di se all’interno con hashtag e menzione del locale (#thisisnotasushibar e @thisisnotasushibar) per ricevere il piatto gratis.

Il locale ha redatto una vera e propria tabella dei “prezzi”: dai 1.000 ai 5.000 follower per un piatto “instagram star”, due piatti fino a 10 mila follower e infine “offriamo tutto noi” in caso di 100 mila follower.

Un’iniziativa che, a detta dei proprietari, ha riscosso molto successo con numeri confortanti: piatti e cene offerte a 133 influencer, per la maggior parte tra i 1000 e i 50000 seguaci, e post del locale visualizzati da 7.045.990 persone. Dopo un mese di “Instagram revolution”, il fatturato di tutta la catena è cresciuto del 13,4%, più un aumento del 7% tra novembre e dicembre, più un incremento dello scontrino medio del locale da 36 a 41 euro.

Contento il presidente della catena This is not a Sushi Bar, Matteo Pittarello, che ha deciso di estendere questa formula anche ai locali di via Sanzio, Bixio, Conca del Naviglio, Pasubio e Felice Casati.

Ovviamente non tutto è filato liscio: c’è chi ha cancellato il post dopo aver mangiato “gratis” una tartare, chi ha sbagliato locale della catena, chi ha provato a pagare con i follower di Twitter e l’indiano che ha chiesto una consegna a Nuova Delhi.

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