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Sweed: ovvero una nuova immagine della canapa, la riabilitazione di un vegetale fino a oggi preso in considerazione solo per la produzione del fiore, quello che per alcune genetiche può contenere THC, celebre sostanza psicoattiva. Un superfood a tutti gli effetti, prodotto iper proteico, secondo gli alimentaristi, che se assunto in maniera continuativa darebbe benefici al corpo.

Si basa anche su questo concetto l’idea di Sweed, azienda di commercio al dettaglio di tutti i prodotti derivati dalla canapa. Si trova a Bitonto, in provincia di Bari, ed è gestita da Adriano Garofalo, grafico pubblicitario e docente di arti visive e commerciante, che ha dedicato molti anni della sua vita a studiare gli effetti benefici della canapa, sotto tutti i punti di vista.
Oltre a rivendere nella sua boutique una serie di prodotti, come alimenti, integratori, pomate e creme per il corpo, tutti a base di canapa, tiene dei corsi dedicati a chi si vuole avvicinare a questa realtà e alla coltivazione di una delle piante più famose al mondo.

Come anticipato, la canapa è ormai entrata di diritto tra i prodotti da cucina e il suo impiego sta trovando sempre più spazio. Perché l’olio dei semi di canapa, ad esempio, come sottolinea Adriano, contiene il più alto contenuto di omega 3 e omega 6 in natura e di acidi grassi polinsaturi, quelli che consentono la formazione di molecole che intervengono in maniera positiva nei processi infiammatori.


Intervista ad Adriano Garofalo – Sweed

F.L.: Adriano, da dove nasce l’idea di Sweed?

A.G.: Dalla volontà di rivalutare una pianta antica e dalle molteplici proprietà. Quella che oggi viene considerata il maiale vegetale, perché della pianta non si butta via niente. La parte fibrosa, quindi lo stelo, viene utilizzata nel tessile e nell’edilizia mentre il seme è come un mandorla, una nocciola, ricca di olio, e può essere usato in cucina. È oleoproteaginoso, ed è un vero e proprio superfood, con notevoli valori nutrizionali.

F.L.: Quali alimenti create con la canapa?

A.G.: Pasta, taralli e biscotti. Sto puntando su prodotti che abbiano pochi ingredienti, massimo quattro o cinque e che siano di stampo tipicamente pugliese. La nostra cultura alimentare è una delle più vaste: orecchiette e cavatelli non hanno bisogno di presentazioni e l’idea è quella di far percepire la canapa come un prodotto che torna a far parte della nostra terra. Non bisogna dare un benvenuto alla canapa, ma un bentornato, specie se consideriamo che fino agli anni ’30 l’Italia era il secondo produttore al mondo di questa pianta. Al momento i prodotti Sweed sono disponibili in negozio e online ma la mia idea è quella di iniziare ad avere rapporti anche all’estero.

F.L.: Smentiamo alcune credenze. Assumere alimenti a base di canapa può creare problemi?

A.G.: Mangiare i nostri prodotti non fa mica sballare. Perché parliamo del seme tritato, dove non c’è principio attivo e non ci sono cannabinoidi: è il fiore a contenere THC o CBD. Questa falsa credenza è smentita dal fatto che abbiamo richieste da ristoranti e pizzerie che si stanno dotando di farine alla canapa per creare impasti per pizze, già inserite nei menù. A Natale scorso uno dei pasticceri più famosi in Italia ha creato un panettone artigianale a base di canapa. Inoltre ho anche avuto richiesta da una gelateria che crea dolci utilizzando i nostri prodotti.

F.L.: E non si deve neanche pensare che la farina di canapa possa sostituire quella delle nostre cucine…

A.G.: Va ad integrare le farine di grano o altre presenti in commercio. Basta aggiungere all’impasto un 5% o 10% di quella alla canapa per avere un prodotto ancora più nutriente. È la classica ricetta della nonna. Non si deve snaturare il prodotto per adattarlo alla farina, perché quella di canapa viene da un seme oleoso, è completamente diversa e, usando esclusivamente questa, si avrebbe un prodotto finale della consistenza del cemento. C’è anche chi produce il latte di canapa, che si crea frullando i semi con l’acqua. La procedurala stessa del latte di mandorla, cambia solo il seme.

F.L.: Come viene impiegato, in cucina, l’olio di canapa?

A.G.: Va ad aggiungersi all’extravergine d’oliva, ma solo a crudo. Dire che lo va a sostituire sarebbe errato, è un qualcosa in più. Serve a condire insalate, pasta o pesce. Può anche essere preso come integratore in un cucchiaino, da consumare a fine pasto.

F.L.: C’è scetticismo da parte della gente quando si parla di canapa come alimento da consumare?

A.G.: Posso dire che il 30% della gente che si approccia a questo prodotto alimentare è restia, il restante 70%incuriosita. C’è uno studio anche dietro la presentazione dei prodotti a marchio Sweed e il prezzo della pasta, ad esempio, ovviamente un po’ più alto rispetto a quella che si trova al supermercato, fa sì che si avvicinino persone più informate. In negozio ci sono tutti i depliant con i valori nutrizionali, con le qualità reali del prodotto e proviamo così a disarmare un retaggio culturale attraverso l’informazione. E il nostro cliente migliore è quello che prima di acquistare si informa.

Tutte le info sulla pagina Facebook ufficiale.

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