Home News Restiamo a casa, con le storie, i territori, le tipicità

Restiamo a casa, con le storie, i territori, le tipicità

SHARE
editoriale-marzo-2020-food-lifestyle
Restiamo a casa: è il grido, l’esigenza di un momento che sta cambiando, che ha già cambiato, il nostro modo di vivere anche la più piccola quotidianità. Nell’era del Covid-19, nei giorni di stop, tutto il mondo, compreso quello del Food, si chiude in se stesso, assumendo una dimensione più domestica, forse una dimensione più autentica. Sì, perché il cibo diventa, anche in momenti di grande difficoltà come questo, il filo conduttore da cui ripartire con nuovi valori. Ed ecco allora che proprio la casa, tra le mura domestiche dove siamo relegati nostro malgrado, si riscoprono le ricette di un passato antico, si riscopre il valore del mettere le mani in pasta, un’occasione anche per riunire le famiglie davanti a un tavolo, per dare ai più piccoli un modo per apprendere giocando. Le ricette della nonna e delle mamme riprendono il loro ruolo, mandano un messaggio forte: forse, proprio dal cibo si deve ripartire. Tutto questo mentre il mondo della ristorazione sta pensando a come ripensarsi, a come reagire, a come rialzarsi per scrivere un nuovo capitolo della sua storia. Perchè dal cibo si dipanano proprio quelle storie che ci fanno comprendere la nostra umana, straordinaria fragilità. In questo numero di Food Lifestyle, pur restando a casa, ci siamo lasciati ispirare dai profumi e dai sapori delle terre lontane, entrate nel loro passaggio, anche nella nostra cultura gastronomica, lasciando un segno indelebile o un’ispirazione da cui attingere. Ci siamo fatti incantare dai profumi forti e da quelli persiani, per poi approdare in Georgia a farci coccolare dai vini di una terra che utilizza, per vinificare, una tecnica antica quanto l’uomo. I colori delicati e la rigorosa perfezione delle forme e delle composizioni del Sol Levante ci hanno allietati con i dolci di Hiromi Cake, i piatti di Shodai e la cucina di IYO Taste Experience, primo ristorante di cucina giapponese a ottenere una stella Michelin in Italia, in grado di coniugare il rigore orientale con la creatività europea. Il viaggio nel tempo, poi, ci ha portato alla scoperta della storia dell’aperitivo piemontese e dell’immancabile Vermouth, a conoscere le curiosità, a metà strada tra leggenda e realtà, di uno dei simboli della cultura enogastronomica del nostro paese. Ci siamo spostati a Sud dell’Italia per cercare un angolo di Nord, e precisamente un po’ di Umbria e Toscana, in un posto chiamato Gulp che ci ha insegnato il senso dell’accoglienza e della condivisione a tavola, soprattutto il senso dell’amicizia e della fusione dei sapori. Claudio Liu, proprietario di IYo Taste Experience, Iyo Aaalto e Aji a Milano, ci conduce nella cucina giapponese: una cultura che racconta l’attenzione al dettaglio, la ricerca di armonia con il mondo circostante, il legame con la natura, il rispetto delle stagioni e la venerazione della freschezza dei prodotti di ognuna delle stagioni. Rituali e gesti antichi che IYO Aalto, il primo ristorante italiano ad offrire un percorso di vera antica tradizione, racconta attraverso esperti shokunin, i maestri di sushi. Il viaggio prosegue con Nonino, una delle poche distillerie italiane a produrre grappa in maniera artigianale, proprio come tradizione insegna, con alambicchi a vapore discontinui e tanta attività manuale . Una storia di amore, famiglia e alambicchi; un’azienda oggi premiata per la sua visione rivoluzionaria che ha portato alla capacità di ridisegnare un distillato tradizionale per l’età moderna. Una scintilla creativa che parte lontano nel tempo e che Antonella Nonino ci racconta attraverso i ricordi di bambina. Mantenere vive le tradizioni delle nostre terre e aiutare i piccoli produttori e le food startup è ciò che Mauro Bochicchio vuole fare con Cultural, l’unico festival “ambulante” creato ad hoc per le eccellenze italiane. Una catena virtuosa, corta e sostenibile, a favore del territorio e della valorizzazione delle capacità artigianali. L’intervista al tri stellato chef Mauro Uliassi è un vero e proprio viaggio compiuto attraverso le tappe significative della sua vita, dalla sua infanzia alla sua giovinezza, passando attraverso la sua scanzonata adolescenza fino ad oggi. Conscio delle sue esperienze, delle capacità e della sua coesa squadra, si racconta e ci racconta come anche il territorio sia cambiato nel tempo e come la bio diversità e la ricchezza degli ingredienti siano stati fonti di ispirazione negli anni per la creazione dei suoi piatti sempre inediti e innovativi. Umile, discreto, gran lavoratore e riconosciuto chef, Riccardo Camanini e il suo “Lido 84”, la creatura nata dall’idea sua e di suo fratello Giancarlo. In pochi anni una stella Michelin e il riconoscimento “One to Watch” della 50 Best che gli hanno fatto conquistare i palati di tutto il mondo. Venezia e la Laguna sono la fonte di ispirazione della cucina di Donato Ascani chef del Glam di Venezia. Con la sua cucina elegante, legata al territorio e a chi ci vive ha portato l’ennesima stella Michelin nell’impero che porta il nome di Enrico Bartolini. Ad unire il tutto è sicuramente l’intervista allo chef Andrea Berton, che certo non ha bisogno di presentazioni, ma il cui racconto ci ha restituito i sapori, i profumi e le sperimentazioni di una cucina che si è sempre nutrita, e continua a farlo, di suggestioni, nuove e lontane. Nella chiacchierata fatta per Food Lifestyle, lo chef friulano ha parlato della sua cucina, che è un’ode alla materia prima, dei suoi piatti, della sua brigata, dell’importanza della comunicazione, non senza qualche capatina nella sua vita.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here