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Sembra solo questione di tempo prima che il cosiddetto novel food sbarchi sulle tavole italiane. Con questo termine si intende quella categoria di alimenti estranei alle tradizioni europee e che, appunto, arrivano da ben altre parti del mondo. L’Oriente su tutti, con i suoi cibi per noi bizzarri, che comprendono prodotti lontani anni luce dai nostri gusti. Si pensi agli insetti, come cavallette, grilli e locuste. Cibi altamente proteici, secondo quanto appreso, e che forse un giorno si potranno trovare nei reparti frigo degli ipermercati, o da ordinare comodamente seduti al tavolo di un ristorante koreano.

Certo, si tratta solo di ipotesi, dal momento che è necessario un parere dell’Autorità per la consulenza alimentare (Efsa) prima di passare dalla Commissione Europea per l’eventuale autorizzazione. Insetti fritti, grigliati, caramellati e conditi con diverse spezie sono già disponibili in paesi come l’Olanda e il Belgio, mentre per poter vedere questi novel food sulle tavole italiane ci vorrà certamente più tempo.

La barriera culturale del Novel food.

Ma la vera barriera da superare è quella culturale. La nostra cucina, come ben noto, è ben lontana dall’idea che questi prodotti possano essere considerati commestibili. Eppure, così come riportato da un articolo del TgCom24, ci sono testimonianze di insetti sulle tavole alle quali si sarebbe seduto Aristotele. Continuando con gli esempi, pare che anche i romani si cibassero di larve di scarabeo.
Può sembrare un passato lontano, con culture e possibilità di approvvigionamento completamente diverse. Oggi è risaputo del notevole apporto proteico che gli insetti possono dare all’alimentazione, ma questo non basta per superare il generale ribrezzo prodotto dal pensiero che questi possano finire nel nostro stomaco…

novel food food lifestyle 1

Insetti a parte, rientrano nel novero dei novel food anche le meduse. Sempre dopo aver passato la trafila burocratica in materia di igiene e sicurezza, infatti, le meduse potrebbero essere introdotte in tutta Europa a scopo alimentare. Al netto dell’apporto proteico, cibarsi di meduse potrebbe inoltre avere l’effetto positivo du diminuirne la proliferazione nei mari italiani.

Anche qui, è giusto sottolinearlo, il problema è principalmente psicologico-culturale. Non bisogna però cadere nell’errore di chiedersi se questo novel food possa sostituire la nostra cucina: resta un’idea del tutto improbabile, dal momento che la cucina italiana è così diversa da regione a regione; perché il nostro Paese è e sarà sempre riconosciuto in tutto il mondo proprio per la qualità del cibo e delle materie prime. Pensare quindi che meduse e insetti possano essere una valida alternativa ai piatti del tricolore resta un’utopia.

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