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È stato soprannominato il “caviale vegetale“. Questo perché all’interno di quella scorza, che assomiglia tanto a un lime più oblungo, ci sono delle succosissime palline le cui forme, appunto, ricordano quelle delle uova di pesce. Parliamo del Finger Lime, chiamato anche limone caviale. Una “variante” del limone, si potrebbe pensare. Ma non è così, perché questo agrume, conosciuto più che altro dai palati sopraffini, lo si può trovare, senza poche difficoltà, nelle cucine degli chef stellati. Non solo per il suo sapore unico e il suo profumo inebriante, ma anche per il prezzo al pubblico. Infatti il limone caviale può costare anche 200 euro al chilo, motivo per il quale il termine ‘caviale’ è ritenuto più che adatto.

Il Finger Lime è originario della zona orientale subtropicale dell’Australia, precisamente nella zona costiera del Queensland. A differenza delle altre aree dello Stato, caratterizzate da un clima arido e principalmente desertico, la parte orientale è invece contraddistinta da un clima che si avvicina a quello tropicale, quasi mediterraneo. Oggi, secondo quanto appreso, il limone caviale sarà prodotto anche in Italia, precisamente nella zona della Sibaritide, facente parte dell’alto Jonio calabrese, in una porzione di terra a ridosso di Corigliano-Rossano.

Il sapore di questo agrume ha differenti sfaccettature, in base ai colori. In generale, il gusto citrico può richiamare o il bergamotto, o il pompelmo o il lime. Anche la buccia è molto aromatica, tanto da essere usata, grattugiata, su alcuni primi piatti o all’interno di alcuni dolci. Il risultato è un gusto leggermente amarognolo. Ricco di vitamina C, il limone caviale è tanto delicato da poter accompagnare diversi piatti. L’unico problema, appunto, è la possibilità di trovarlo facilmente in Italia, anche se le previsioni di una produzione nostrana sono incoraggianti, proprio grazie al clima scelto per far crescere questa specialità ancora poco conosciuta.

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