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La Moringa oleifera, l’albero del miracolo

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a cura di Marco Furmenti

Quando affermiamo che la natura è in grado di fornirci tutto il necessario al nostro sostentamento non sbagliamo. Se poi a questo aggiungiamo il fatto che basterebbe il minimo rispetto e un po’ di cura nei suoi confronti, non vivremmo sicuramente i cambiamenti che la stanno devastando. Già solo pensare alla varietà di frutti e ortaggi che coltiviamo e raccogliamo spontaneamente, è quasi inimmaginabile stilare una lista completa, eppure la natura ha ancora in serbo numerose carte da giocare. La Moringa è una di quelle.
Pensate alle aree del pianeta nei quali è più difficile vivere: le zone equatoriali e tropicali, nelle quali la siccità la fa da padrona, o dove le piogge si abbattono violentemente e inaspettate, i cui terreni possono essere fertili e ricchi o sterili e assetati. Qui, a scanso di equivoci, la Moringa oleifera cresce. Ed è una delle poche piante sul pianeta ad essere utilizzabile interamente.
Curioso vero? Come ai confini del mondo, sia stata destinata una pianta così utile se non indispensabile per l’essere umano. La Moringa è a tutti gli effetti, l’albero del miracolo. Tralasciando per un momento il tronco, dal quale si ottiene la cellulosa per ricavare una carta finissima e una gomma, ci sono le foglie, consumabili sia secche che fresche e che sono assai ricche di proteine e possono contenerne fino al 25% del loro peso. Fatto non trascurabile è la presenza di otto amminoacidi essenziali per il nostro organismo, caratteristica pressoché unica, per un vegetale, che la rendono estremamente interessante per la lotta alla fame e la malnutrizione, soprattutto nelle aree in cui cresce.
Oltre alle proteine, le foglie della Moringa, dal sapore piccante, sono anche una fonte di vitamine e sali minerali. Queste, consumate fresche, crude o previa cottura, contengono più vitamina A delle carote e quasi dieci volte la vitamina C presente nelle arance, per non parlare delle vitamine B1, B2, B3, B5, B6 e B9 e del contenuto di potassio che supera largamente quello delle banane e calcio, ferro, magnesio, fosforo, sodio e zinco.
Queste sono solo le proprietà delle foglie, ma anche i frutti non godono di minori pregi. I baccelli non del tutto maturi, in alcune aree dell’Asia meridionale, vengono bolliti diventando molto simili per gusto e sapore agli asparagi con un notevole contenuto di fibre, magnesio e manganese. Se per i fiori, il loro destino è di finire in una coloratissima insalata o di essere preda di api golose per ricavarne un miele eccezionale, i semi rientrano a pieno titolo nel mondo dei superfood. Quest’ultimi, infatti, possono essere consumati cotti come dei normalissimi legumi, ma è possibile anche estrarre un olio, in quanto possono contenere fino al 50% di sostanza oleosa. L’olio ricavato dalla Moringa è composto fino al 76% di acido oleico (tipico dell’olio EVO), è particolarmente dolce e irrancidisce con difficoltà. Come i semi di canapa, una volta estratto l’olio, i residui ottenuti sono assai ricchi di proteine, fino al 60%. La versatilità dell’olio di Moringa, si traduce anche con la possibilità di realizzare lubrificanti, cosmetici di alta qualità e naturalmente saponi.
Se poi dalle foglie e i frutti vogliamo passare direttamente alle radici, non siate sorpresi se anche queste risultano commestibili. Ricordano il ravanello con una piccantezza più preponderante rispetto alle foglie, ma al contrario non possono essere consumate in grandi quantità a causa della presenza di alcune sostanze non altrettanto benefiche. Detto ciò, che sia cruda, cotta, in polvere, essiccata e ridotta in compresse, come si trova ad oggi sul mercato, la Moringa è il vero miracolo che stavate cercando. Usata come integratore, rientra a pieno titolo anche nelle diete degli sportivi. Possiede inoltre capacità extralimentari di depuratrice delle acque grazie al suo potere flocculante o di produrre un discreto Biogas. Questo albero miracoloso possiede altresì proprietà antinfiammatorie, antibatteriche e antiossidanti, oltre a quelle prettamente nutrizionali che l’hanno portata all’attenzione della FAO come pianta in grado di combattere la malnutrizione nei paesi del terzo mondo.
Per l’Italia, il grande successo ed efficacia è sottolineato dal fatto che compaia ampiamente nel registro degli integratori del Ministero della Salute.

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