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In Svezia un viaggio tra le diverse culture culinarie.

Dallo squalo marcio al porcellino d’India arrosto, passando per l’aringa fermentata, fino ad arrivare al pene crudo di bue. Creazioni terribili per il palato di molti, tanto da essersi guadagnati un posto di diritto nel “Museo dei cibi disgustosi”, inaugurato a fine ottobre scorso a Malmö, in Svezia. Visitare questo posto potrebbe essere un’esperienza culinaria alternativa, un percorso durante il quale è possibile ammirare alcuni di questi cibi, anche rinchiusi in delle teche. Ma per un motivo diverso dalla sicurezza, dalla paura che qualcuno possa appropriarsene indebitamente. A causa della puzza, dell’odore nauseabondo di alcuni “prodotti”, si è resa necessaria questa soluzione per evitare che la gente possa scappare dal museo.
Ma al netto di questi piccoli aneddoti, una camminata tra i corridoi della struttura è come una breve gita in tutti i continenti. E così si ha a che fare con tutte quelle stranezze culinarie che incuriosiscono molti turisti, anche se il timore di provarle colpisce tutti. Ovviamente, quella che per gli autoctoni di un determinato Stato può essere definita una prelibatezza, per altri potrebbe apparire ripugnante. Si
pensi all’Italia. L’idea di mangiare gli insetti, come accade in alcune zone dell’Oriente, è per noi un pensiero che non genera, di certo, l’acquolina in bocca.
Eppure, anche lo Stivale ha un posto d’onore nel Museo dei cibi disgustosi. Sì, perché nel caso specifico è stato scelto un alimento che arriva dalla Sardegna, il formaggio casu frazigu. Chiamato anche casu marzu, è una forma letteralmente colonizzata dalle larve della mosca del formaggio. Un cibo “al limite”, si potrebbe definire. Ed è la dimostrazione che, se da un lato è giusto mantenere intatte le nostre tradizioni, è altrettanto corretto rispettare quelle degli altri Stati, senza giudicare. O meglio, prima di giudicarle, eventualmente, bisognerebbe provare ad assaggiare anche queste “stranezze”.
Un viaggio tra varie culture, quindi, quello ideato dallo psicologo americano Samuel West. Il prezzo del singolo biglietto per accedere al museo è 18 euro, mentre i bambini entrano gratis.

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