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Dall’Alsazia il Gewürztraminer di Famille Hugel

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370 anni di storia dediti alla viticoltura, trascorsi nella ricerca e nella valorizzazione dei migliori territori dell’Alsazia. In tutto 13 generazioni che si sono susseguite contribuendo al successo enologico dell’intera Regione nel mondo. Quella di Famille Hugel è una storia singolare come quella racchiusa nell’iconica etichetta gialla. La sua scelta risalirebbe ad un fatto curioso datato 1918, anno in cui Jean Hugel (nonno dell’attuale direttore vendite Jean Frédéric Hugel) fece un periodo di formazione in Svizzera presso la rinomata azienda produttrice di dadi da cucina MAGGI™. Fu qui che egli apprese che il giallo, il rosso e l’oro erano i colori che meglio restano impressi positivamente nella mente del consumatore e decise quindi di sceglierli come colori aziendali (il neuromarketing doveva ancora nascere!).
Quella di Hugel è quindi la storia di un’azienda che affascina, non solo per la sua lunga tradizione nel mondo del vino, ma per quel suo modo di vedere lontano, per il suo essere “visionaria”. Altra curiosità in casa Hugel? Le cantine, site dal 1907 in edifici del XVI secolo nel cuore della medievale Riquewihr, contengono grandi botti di quercia centenarie, tra cui la famosa botte S. Caterine del 1715. Si tratterebbe della botte più antica del mondo, secondo il Guinness dei primati: è ancora in uso. Ed è sempre a Riquewihr che insistono i 30 ettari di proprietà (di cui più della metà classificati grand Cru, denominazione che comunque Hugel ha deciso di non adottare). L’azienda però acquista anche le uve prodotte da alcuni viticoltori su terroir ricchi di argilla e calcare, simili per composizione ai terreni di proprietà. Le varietà sono solo quelle nobili alsaziane e i vigneti hanno un’età media di 35 anni.
Tra queste il Gewürztraminer che proviene unicamente dallo Sporen: qui il suolo è ricco di fossili del Giurassico. Assaggiamo l’annata 2017 del loro Gewürztraminer Estate. Al naso è intensamente aromatico con sentori che spaziano dal mango al frutto della passione, dal cardamomo al giglio, dalla pietra focaia e al miele d’acacia. In bocca è pieno, morbido, con quella nota delicatamente dolce ma molto evidente che del resto caratterizza i vini alsaziani. Buona la persistenza.
Un vino accattivante, ideale per accompagnare formaggi stagionati ed erborinati. Da abbinare a piatti di foie gras, a pietanze tipiche cinesi o ancora a piatti della tradizione indiana.

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