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Non è più “consentito” dire bugie sulle etichette degli alimenti e nemmeno “nascondere” le informazioni. Si abbassa di tanto la tolleranza e sulle etichette fake scattano le prime multe per chi non rispetta le norme in merito.

Ad annunciarlo è Coldiretti dopo l’entrata in vigore delle sanzioni, da 500 a 40mila euro, per chi non rispetta trasparenza e corretta informazioni al consumatore sui prodotti venduti.
Il decreto legislativo 23 del 15 dicembre 2017 ha dato attuazione alla disciplina dell’Unione Europea che tutela i consumatori. Proprio nel loro rispetto è stato previsto l’obbligo dell’indicazione di origine dell’ingrediente principale, della data di scadenza, l’eventuale presenza di allergeni, la dichiarazione nutrizionale o le caratteristiche del prodotto.

Stop alle etichette fake: una maggiore tutela dei consumatori, per scelte più consapevoli

Arriva con un sospiro di sollievo per tutti gli italiani, che attendevano il provvedimento con ansia.
La normativa infatti permetterà di contrastare la concorrenza sleale, le informazioni fasulle e consentirà anche di punire anche in sede penale eventuali situazioni che rientrano nella delittuosità.

Ecco di seguito le informazioni definite a livello europeo, che devono essere riportate sull’etichetta di un prodotto alimentare:

  • termine minimo di conservazione o data di scadenza
  • dichiarazione nutrizionale o elenco degli ingredienti
  • sostanze che possono provocare allergie o intolleranze
  • queste devono essere messe in evidenza rispetto agli altri ingredienti
  • indicazione del prodotto come vegano, vegetariano

Le sanzioni

Verranno comminate dal Ministero delle Politiche Agricole alimentari e forestali le sanzioni per chi non rispetterà gli obblighi previsti, ferme restando le competenze spettanti all’Autorità garante della concorrenza e del mercato per le violazioni della normativa sulle pratiche commerciali scorrette.

Norme mitigatrici del nuovo regime sanzionatorio voluto dalla normativa europea sono state predisposte dal legislatore italiano, con una clausola di salvaguardia. Una norma mitigatrice prevede che gli alimenti etichettati e immessi sul mercato non siano conformi al decreto nazionale potranno essere commercializzati fino ad esaurimento delle scorte.

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