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Canapa o non canapa, questo è il dilemma

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a cura di Sveva Valeria Castegnaro

Cosa possiamo dire e dobbiamo sapere sulla canapa alimentare?

Dalla tradizione secolare, eppure classificata tra i novel food, ricca di proprietà benefiche per l’organismo, eppure guardata con timore e diffidenza. Questa è la canapa alimentare. Caos, opinioni divergenti, temporanee, altalenanti. Ma cosa si può affermare con certezza di questa pianta millenaria, che registra ad oggi un giro d’affari di circa 150 milioni di euro?
È difficile, anche essendo un esperto o un ricercatore del settore, dire cosa è veramente certo sulla canapa alimentare. Le opinioni provenienti anche dalle fonti più autorevoli come OMS, Ministero della Salute, UE sono spesso molto diverse e in contrasto tra loro.
Certo è che la canapa alimentare deriva dai semi o dalle fibre di Cannabis Sativa, che ha un bassissimo contenuto di THC (l’effetto psicotropo della cannabis) e un elevato contenuto di CBD (cannabidiolo). La canapa definita utile, ovvero quella destinata all’uso alimentare, infatti, per essere commercializzata deve avere per legge un contenuto di THC inferiore allo 0,2%. Le inflorescenze, invece, non vengono utilizzate in campo alimentare in quanto contengono un livello di THC superiore allo 0,2%.
Con i semi di canapa si produce olio (grazie alla spremitura a freddo), farina, salse e pesti che a loro volta vengono impiegati per pasta, panificati, bevande arricchite alla canapa e per molti altri prodotti che si trovano sugli scaffali dei negozi di articoli naturali e dei supermercati più forniti.
A livello nutrizionale ciò che si può affermare con certezza, e con tranquillità, dato l’acceso dibattito che l’argomento canapa spesso scatena, è che i semi di canapa sono ricchi di Omega 3, di Omega 6, di vitamine, specie quelle del gruppo A, E e B, di minerali e di proteine vegetali. Proprio per quest’ultima caratteristica la canapa è spesso presente nelle diete vegane e vegetariane. Da non dimenticare, inoltre, che la canapa è Gluten Free, caratteristica che, dato il trend degli ultimi decenni, contribuisce sicuramente alla sua popolarità.

Si è invece ben lontani dalla certezza quando si discute dei benefici della canapa a livello di pressione, di colesterolo e di malattie cardiovascolari. Le opinioni anche quelle più accreditate sono spesso divergenti. Ciò che si può dire è solo che gli alimenti a base di canapa sono ancora troppo poco conosciuti a livello scientifico per decretare con certezza i loro effetti benefici o eventuali controindicazioni, esistono, comunque, delle evidenze aneddotiche positive. Ed è proprio su questa base che l’Unione Europea ha inserito la canapa tra i “novel food”, cioè quegli elementi per cui non è dimostrabile fino al Maggio del 1997 un consumo significativo e che, quindi, necessitano di un lungo e costoso iter autorizzativo.
È da tenere presente, però, che nonostante questa classificazione, viene poi lasciata ad ogni Stato membro la libertà di considerarla o meno novel food. Insomma gran caos, indecisione, interessi divergenti o convergenti: questo è il mondo della canapa alimentare oggi. La cosa certa è che negozi, eventi, festival, forum e discussioni sulla canapa spopolano in italia e non solo, tanto da poter parlare di una vera e propria New Canapa Economy.

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