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Canapa: la pianta dalle risorse illimitate

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A cura di Federica Fois

C’è canapa e canapa ma quella che usiamo in cucina è la canapa sativa ricca di proteine vegetali e di aminoacidi essenziali utili per il nostro organismo. Aumenta l’energia fisica, la regolarità intestinale, il nutrimento muscolare e tiene sotto controllo il peso.

Della canapa non si butta via niente, e se fino agli anni 40’ l’Italia era il secondo produttore mondiale per uso tessile con 100.000 ettari coltivati – come afferma Coldiretti – con l’avvento delle fibre sintetiche è stata soppiantata e dimenticata. Oggi si sta nuovamente affermando grazie ai suoi molteplici usi, con numeri che crescono a doppie cifre. Grazie infatti alla legge del 1997 del Ministero delle Politiche Agricole ne è stata nuovamente autorizzata la coltivazione purché contenga meno dello 0,2% di Thc, uno dei principi attivi della cannabis che ha effetti antidolorifici e curativi, ma anche stupefacenti.

I terreni coltivati sono passati così da poco più di 20 ettari a oltre i 150 ettari, aumentando di oltre il 500% e facendo ripartire un segmento economico molto importante. Dalla paglia di canapa si ricavano fibre e con il canapulo – la cellulosa contenuta nella canna – si producono mattoni, materassi fonoassorbenti e termoisolanti, bioplastica, lettiere per animali e pacciamature per orti e giardini. Nota già ai tempi dei Fenici che la utilizzavano per realizzare le vele delle loro imbarcazioni e agli Americani che sui suoi fogli scrissero la loro Costituzione, la canapa è una pianta molto resistente che può crescere in diverse condizioni climatiche e difficilmente è attaccata da parassiti. Come da indicazioni di Federcanapa, se coltivata secondo principi etici – quindi rispettando la biodiversità con le coltivazioni bio, e utilizzando concimi organici senza chimica – la canapa è anche un superfood: i semi, composti per il 25% da proteine in una combinazione unica che vede presenti tutti gli 8 aminoacidi essenziali, si mangiano o si spremono per ricavarne olio e farina proteica. Il loro sapore gradevole li rende anche perfetti per arricchire insalate, paste e riso. In particolare, nell’olio sono presenti in rapporto ottimale i noti omega 6 e omega 3 che lo rendono insostituibile come integratore alimentare. La farina è invece particolarmente ricca di proteine con un elevato valore biologico. Si producono inoltre birra e caffè mentre con le infiorescenze, opportunamente lavorate, si ricavano tisane e cosmetici, caramelle, olio essenziale utilizzato in profumi e come aromatizzante per alimenti.

Con i semi si ottengono anche esche per pesci, olio utilizzato nella produzione di margarine, tofu, gelati e simili, cosmetici e detergenti per l’igiene del corpo. Osannata dai celiaci e particolarmente apprezzata da chi segue un regime dietetico vegetariano o vegano, le proprietà nutritive della canapa la rendono un alimento molto nutriente ricco di vitamine, grassi insaturi e fibre alimentari. La prova inconfutabile della validità di questo cereale è la presenza sempre più imponente sugli scaffali dei supermercati di pasta, farina, pesto, olio, dessert, spremute di frutta e ovviamente semi. Questi benefici non devono tuttavia indurre all’uso smisurato di quest’ultimi perché essendo ricchi di grassi bisogna non esagerare nelle dosi.

Si raccomanda inoltre prudenza a chiunque assuma farmaci coagulanti dal momento che sempre i semi inibiscono le piastrine e possono rappresentare un rischio di sanguinamento.
Gli effetti indesiderati sono praticamente inesistenti se consumata in maniera equilibrata, anche perché non sono i semi o i suoi derivati a contenere il ben noto Thc dagli effetti antidolorifici e stupefacenti ma le infiorescenze che vengono scartate durante la lavorazione. Inoltre i prodotti in commercio sono sottoposti ai controlli previsti per la filiera alimentare. Decidere di nutrirsi con cibi a base di questo cereale è una scelta etica e consapevole considerando che l’Overshoot Day – il giorno del sovrasfruttamento delle risorse disponibili per l’anno in corso – come ci ricorda l’ONG Global Footprint Network, è sempre più in anticipo rispetto alle aspettative e cercare di fermare questa folle corsa include anche un’alimentazione più slow e meno invasiva.

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