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Barty. Il volto nuovo della Mixology

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a cura di Sara Parchitelli

Prototipia è la startup innovativa barese che punta a rivoluzionare il mondo del beverage attraverso una esclusiva novità tecnologica. Si chiama Barty l’originale prodotto messo a punto da questa realtà, un sistema robotico intelligente di miscelazione la cui naturale applicazione è la preparazione di mix per cocktail.
Si tratta di un dispositivo meccatronico, collegato direttamente alle bottiglie, che viene gestito tramite la sua applicazione o il telecomando abbinato.
Barty quindi è l’alleato ideale per i bartender: un valido supporto per velocizzare il loro lavoro. Ma è anche pensato per offrire a coloro che non dispongono di specifiche competenze la possibilità di proporre cocktail personalizzati e di qualità ai loro clienti.
L’idea è venuta a quattro soci, ognuno con conoscenze nei campi dell’elettronica, dell’informatica, dell’ingegneria gestionale e del marketing e comunicazione. Un mix, insomma, di quelle competenze giuste, cui si sono aggiunti quella capacità di sognare in grande e una buona dose di coraggio.

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E li presentiamo uno per uno. A cominciare da Fulvio Iavernaro, ingegnere gestionale, con titolo di Dottore di Ricerca in Ingegneria Economico Gestionale. Esperto in Project Management, controllo di gestione, analisi e modellazione dei processi aziendali e della misurazione delle performance. Si specializza nella stesura di business plan e nella generazione di modelli di business lavorando come tutor nei progetti Future Lab, Digilab e Factory. Ricopre il ruolo di responsabile amministrativo ed economico-finanziario.
Giuseppe Digregorio è ingegnere gestionale, con titolo di Dottore di Ricerca in Sistemi Avanzati di Produzione, specializzazione in Sistemi Informativi per il supporto alle decisioni. Esperto in Information Technology di innovazione dei processi aziendali. Si specializza in progetti di Digital Trasformation e cooperazione applicativa. Ricopre il ruolo di responsabile della gestione delle operations aziendali.
Alberto De Leo è imprenditore da 20 anni e consulente senior in elaborazione di modelli di business, posizionamento l’intervista strategico e sviluppo commerciale. Esperienza di imprenditore per oltre 10 anni in agenzia di marketing e comunicazione, in seguito si è dedicato alla consulenza professionalmente come temporary manager in marketing e direzione aziendale. Ricopre il ruolo di responsabile marketing strategico e operativo.
Pierfrancesco Losito è ingegnere elettronico, vicepresidente del Consiglio di Amministrazione della società Microlaben S.r.l., spin-off del Politecnico di Bari, di cui è socio fondatore.
Negli ultimi anni si è specializzato nella progettazione di sistemi elettronici innovativi di monitoraggio e controllo distribuito. Ricopre il ruolo di responsabile processo di sviluppo per nuovi prodotti.
Il team, poi, si compone anche di professionisti che sono stati coinvolti grazie a relazioni personali e di lavoro, persone che hanno avuto fiducia nel progetto, supportandone le diverse fasi di realizzazione.
Abbiamo incontrato i 4 mattatori della start-up per saperne un po’ di più su Barty.

Com’è nata l’idea?
Ci siamo conosciuti in un’associazione di professionisti e ci siamo ritrovati a pranzare ogni tanto insieme con l’intento di far convergere le reciproche competenze in un prodotto innovativo e funzionale con un modello di business convincente – racconta Fulvio Iavernaro. Abbiamo esplorato vari settori ma alla fine abbiamo ripreso il progetto “nel cassetto” di uno di noi quattro, maturato durante una lunga esperienza diretta nel mondo del food & beverage. Intorno a questa idea abbiamo creato il nostro progetto innovativo.
Siamo convinti che l’automazione meccatronica e l’intelligenza artificiale – applicate ad una macchina semplice da usare – siano in grado di creare valore aggiunto in questo settore di mercato. Per questo, abbiamo lavorato parallelamente sia sulla tecnologia e sulla ingegnerizzazione del prodotto, sia sulla relativa user experience e naturalmente sulle modalità di distribuzione e vendita.

A che punto è lo sviluppo del prodotto?
Abbiamo realizzato un prototipo embrionale con la stampa 3D – interviene Alberto De Leo – che abbiamo testato nel suo contesto naturale, un locale pubblico per la somministrazione di cocktail, con un campione di potenziali clienti e possibili investitori per pareri e suggerimenti. E dopo aver constatato che l’idea continuava a generare entusiasmo e interesse, ci siamo tuffati nel vasto mondo imprenditoriale costituendo la società, iscritta al registro nazionale delle startup innovative, e candidandoci alle misure di finanziamento a disposizione, in particolare Tecnonidi gestito dall’agenzia regionale Puglia Sviluppo. In questo momento stiamo per entrare nella fase di commercializzazione e go-to-market, in quanto i primi Barty sono già perfettamente pronti e testati per entrare in pieno esercizio. In questa nuova fase, inoltre, CDP Venture Capital SGR – Fondo Nazionale Innovazione, attraverso il Fondo Italia Venture II – Fondo Imprese Sud, ha deciso di finanziare la nostra start-up Prototipia Srl e quindi il nostro Barty. Siamo molto emozionati, perché significa che siamo stati riconosciuti come start-up innovativa utile per lo sviluppo dell’intero Mezzogiorno. La CDP Venture Capital SGR si affianca alle altre persone e società che credono in noi e hanno gestito d’investire nel nostro progetto, ovvero Impact Hub, Ingel Srl, RP Consulting Srl, Francesco Bossich, Massimo Digregorio, Leonardo Lippolis, Nicola Giovanni Lorè e Luciano Massa. La nostra start-up cresce e non vediamo l’ora di vedere il nostro Barty all’opera nei migliori bar, ristoranti, lidi e hotel italiani.

In cosa consiste il prodotto?
Il nostro sistema robotico di miscelazione è tutto italiano, semplice da usare, veloce nell’esecuzione e preciso nel dosaggio – spiega Giuseppe Digregorio. Il prodotto permette di preparare i cocktail collegandosi direttamente alle bottiglie attraverso l’applicazione dedicata, è possibile scegliere una ricetta già esistente, personalizzarla o inventarne una completamente nuova. Per avviare il robot miscelatore, dunque, basta collegarlo alle bottiglie e seguire una brevissima procedura guidata di configurazione. Il robot sarà immediatamente pronto per generare cocktail, selezionabili da un elenco a tendina. Il robot fornisce, inoltre, indicazioni utili pre e post miscelazione. Basterà, poi, porre il bicchiere sotto l’erogatore per dare avvio alla preparazione del cocktail selezionato, secondo i dosaggi ufficiali e internazionalmente conosciuti il tutto mondo, in pochi secondi. Il dispositivo è poco ingombrante, facile da installare e richiede una sporadica manutenzione ed è dotato di un sistema informatico che raccoglie dati e li analizza per capire i trend di preferenza ma anche supportare gli ordinativi delle bottiglie.
Per il momento, il dispositivo è destinato ad alcune fasce tipicamente “business” – sottolinea Pierfrancesco Losito – come i bar e i pub che attualmente non offrono alla propria clientela un menù di cocktail e intendono farlo senza la necessità di impegnare elevate competenze e risorse specializzate. È anche pensato per quei locali pubblici che vogliono distinguersi aumentando la propria offerta di cocktail e per i locali con elevati volumi di vendita di cocktail che desiderano un supporto automatizzato ma ugualmente professionale per accelerare il servizio mantenendo alta la qualità del servizio. Infine, il dispositivo si presta ad essere usato anche in hotel, sale convegni, sale ricevimenti e uffici, e ovunque si voglia offrire un numero variegato di cocktail ben preparati senza avere competenze e conoscenze specifiche, per elevare il livello dell’accoglienza e dell’intrattenimento.

E in che cosa siete diversi vostri competitor?
Il nostro prodotto è affidabile, sicuro e intuitivo e si propone come un vero e proprio “alleato” per i gestori di bar, locali e analoghi esercizi pubblici prosegue Losito. Il valore aggiunto del dispositivo si riscontra in particolare nella sua capacità di migliorare l’efficienza produttiva (in termini di tempi di preparazione), di aumentare e garantire la qualità dei preparati (in termini di aderenza alle ricette originali), e di abbattere i costi e moltiplicare i guadagni (in termini di ottimizzazione dei consumi).
Inoltre, una delle caratteristiche più salienti dell’apparecchio è il suo essere “nato esperto”, ossia la sua capacità di raccogliere e analizzare dati e informazioni utili al monitoraggio e alla reportistica predittiva. I dati raccolti dal nostro robot intelligente sulle preferenze e profilazione dei propri clienti forniscono, dunque, un supporto essenziale alla capacità di analisi commerciale degli esercizi. In altre parole, la tecnologia, l’innovatività, e la facilità d’uso e d’installazione sono le caratteristiche che ci distinguono dai vari competitor da noi individuati e analizzati. Intanto, non ne esistono molti (parliamo di 5-6 “macchine” in tutto) e praticamente tutti insistono nel mercato U.S.A. Molti sono il risultato di un processo di autocostruzione amatoriale e non sono stati progettati per lavorare su grandi volumi, ma si mantengono su un livello artigianale per uso personale o casalingo.
Nella metà dei casi circa, queste macchine non valorizzano le bottiglie originali ma utilizzano dei serbatoi interni che rendono più contorto il loro impiego. In altri casi, la differenza sostanziale consiste nelle dimensioni troppo ingombranti dei dispositivi concorrenti e soprattutto nella loro tecnologia – intesa come architettura tecnico-funzionale interna al dispositivo – troppo rudimentale. Infine, una componente che ci distingue dagli altri prodotti sul mercato è la nostra attenzione ad un design d’ispirazione italiana che ci ha permesso di arrivare ad un risultato unico. Nonostante siamo consapevoli che il prototipo verrà perfezionato nel tempo, siamo anche certi che il dispositivo attuale rappresenta, ad oggi, la soluzione migliore sul mercato. Il fatto che non siamo gli unici che stanno lavorando su questa innovazione ci sprona, infine, a essere continuamente concentrati a pensare possibili migliorie che possano arricchire il robot. Questa attitudine è forse è ciò che ci tiene un passo avanti ai concorrenti.

Quali sono i piani per il futuro?
Di certo ambiziosi – esclama De Leo – . E non parliamo solo riguardo al prodotto lanciato sul mercato che, se tutto va come programmato, ha già un suo percorso ben delineato per fasi. Abbiamo infatti già pronte delle nuove versioni evolute per altri segmenti di utenza, e stiamo elaborando la versione “consumer” per essere pronti al lancio una volta consolidata la presenza sul mercato business. Vogliamo inoltre espandere la produzione a tutto ciò che oggi significa l’applicazione intelligente di sensori, di tecnologia connessa, dell’elettronica funzionale e soprattutto della raccolta e gestione di dati provenienti da diverse fonti. Le idee che abbiamo maturato hanno diversi campi applicativi ma la stessa visione: efficientare il lavoro attraverso le macchine traendone un vantaggio competitivo. Non appena ne avremo la possibilità, magari accogliendo nuove forze e intelligenze, la prospettiva è, quindi, di prototipare (da qui il nome della società) nuovi “oggetti” sempre coniugando innovazione, progresso e business. Nell’attesa, ci godiamo qualche cocktail preparato alla perfezione!

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