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Al Meni: Il fiabesco viaggio nel circo felliniano del gusto

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a cura di Sveva Valeria Castegnaro

Prendere il treno all’alba, fare due cambi, divincolarsi tra i primi fortunati vacanzieri che si dirigono verso la Riviera romagnola con temperature davvero audaci. Tutto questo per arrivare in tempo alla cerimonia di apertura diAl Meni a Rimini. Ma ne è valsa la pena. Una due giorni di colori, di sapori, di spettacolo, di tradizione e di innovazione per una sesta edizione davvero spumeggiante nonostante il tempo non sia stato sempre clemente!
Corro, arrivo e la prima acrobata sta già volteggiando appesa per i capelli all’interno del tendone …ce l’ho fatta! Il circo 8 e ½ ha appena aperto le sue porte, o meglio le sue tende.
“Abbiamo creato a Rimini una famiglia, un gruppo unito che fa la differenza. Siamo qua insieme a contadini, vignaioli, casari, sul Lungomare dei sapori, per lasciare spazio al futuro, che sono i giovani che vengono a Rimini da tutto il mondo, uniti sotto questo tendone”. Con queste parole Bottura apre ufficialmente la sesta edizione di “Al Meni” dando il via al primo dei dodici showcooking che si susseguiranno nei due giorni di manifestazione.

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Il primo ad esibirsi è Davide di Fabio, Sous Chef all’Osteria Francescana, non poteva essere altrimenti. Oltre a lavorare nel ristorante che è uno dei più importanti ambasciatori della cucina italiana nel mondo, il piatto che propone è la vera icona di questo circo dei sapori, il nome: “Saluti da Rimini”.
“Un risotto con catalana di gamberi con sopra una cartolina masticabile omaggio a Cattelan e ai suoi scatti dedicati a Rimini”. Vi assicuro che nonostante la fame di qualcuno possa essere inibita dalle temperature di questo afoso giugno (non la mia!), il piatto è davvero irresistibile, nel sapore, ma anche nei colori, che preannunciano l’unicità di questa creazione. Così inizia il susseguirsi di due giorni e ventiquattro chef (dodici emiliano-romagnoli e dodici internazionali) che con le loro mani, in romagnolo “al meni”, trasformano in piatti stellati la materia prima spesso tipica di questa regione. Come nel circo Felliniano tutto può accadere, così ad “Al Meni”: i piatti stellati sono venduti a prezzo di street food.

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Ce n’è davvero per tutti i gusti: dall’hamburger emiliano dello Chef Luca Marchini, alla bento box realizzata dal mix coreano finlandese di Kim Mikkola e Evelyn Kim, per non parlare delle vongole con spuma di pino di Colombe Saint- Pierre, la “Giovanna D’Arco” dei fornelli o l’oeuf marbré della giovanissima Marie-Victorine Manoa, per poi spostarsi in sud America con il cachapa con salmone candito di Jefferson Alvarez. Questi sono solo alcuni delle suggestioni gustative e olfattive che ho avuto la fortuna di assaggiare in questa cucina stellata immersa in un clima di festa popolare. Ad “Al Meni” esperimenti, tradizioni e cultura da tutto il mondo e da tutta l’Emilia Romagna concentrano i loro sapori e saperi unici in coppe di carta compostabile, vendute a soli 5 euro. Perchè, se è vero che “Al Meni” è sempre stata una manifestazione molto attenta alla sostenibilità e all’ambiente, quest’anno la possiamo definire “Green” e “Plastic Free” al 100%.
Grazie all’adesione a “Romagna plastic free 2023”, alla collaborazione con “Food for Good” e al progetto di Slow food “Mare bene comune”, ad “Al Meni” non c’è spazio per spreco e inquinamento ma c’è solo un profondo rispetto per il territorio e per chi ci vive e ci lavora.
Il fantastico mondo del circo 8 e ½ non si limita all’interno del tendone, si estende ben oltre. I personaggi e gli eventi straordinari del fantasmagorico circo felliniano si dispiegano, infatti, anche all’esterno su tutto il lungomare. Ed ecco che le mani sono ancora una volta protagoniste. Le mani questa volta non sono solo quelle degli chef, che con le loro acrobazie realizzano piatti irresistibili, ma sono quelle degli artigiani, degli allevatori e dei produttori che dietro i loro banchetti con tende bianche e azzurre raccontano e fanno degustare i loro prodotti. Ad “Al Meni” non ci si può proprio permettere di essere sazi. Come non degustare l’ottimo “Culatello di Zibello”, il “prosciutto di Parma”, l’ “Aceto Tradizionale di
Modena”, il “Parmigiano Reggiano”, le “Cigliegie di Vignola” o non dare un morso al “quebab” di Mora romagnola della “Macelleria Zivieri” o sedersi sulle balle di fieno di “Terra Mare” e gustarsi “La Perla rosa del delta del Po”.

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E quanta sete poi…e allora un’ottima birra Amarcord, una Birra Riminese o un bicchiere di “Rebola DOC colli di Rimini” sono tutto ciò che serve per dissetarsi e combattere il caldo delle ore pomeridiane.
D’altronde l’Emilia Romagna è l’unica regione al mondo a vantare un paniere di 44 prodotti fra DOP e IGP. Prodotti amati e ammirati in tutto il mondo. Da tutto il mondo “… vedono che siamo una regione che sa aspettare venticinque anni prima di assaggiare un aceto balsamico tradizionale.
Siamo matti? No, sappiamo ancora sognare.” dice sempre Bottura.
Mattina, pomeriggio, sera, vegani, vegetariani, carnivori e onnivori non c’è momento della giornata e palato che non trovi soddisfazione ad “Al Meni”. L’atmosfera, le persone, i piatti, gli odori e i sapori sono così colorati che “Al meni” è una vera calamita per occhi, orecchie, bocca e cuore.
Ad “Al Meni” è davvero fatto tutto con le mani e con il cuore. La famiglia che si è creata e consolidata nelle varie edizioni, vi assicuro, non è retorica. Sotto e attorno a questo tendone vedi persone e culture confrontarsi, incontrarsi e mischiarsi. Vedi gente che ci mette passione, che lavora, che è curiosa ma, soprattutto, gente che si diverte. Vi assicuro che, nonostante la voglia pazza di fare alcune domande ai super chef che hanno partecipato a questa edizione è stato in punta dei piedi che mi sono rivolta a loro perchè li vedevi chiacchierare divertirsi e degustare ed era davvero un peccato disturbarli. Se il marchio di Visit Romagna è “Romagna lo dici e sorridi” è così anche ad “Al Meni”. Ad “Al Meni” ti diverti, mangi, balli, scopri e continui a sognare.

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