Home Eccellenze culinarie A Jamantè va in scena sua maestà il pomodoro

A Jamantè va in scena sua maestà il pomodoro

jamantè

Mettete insieme una location elegante e raffinata in una delle città più caratteristiche della Puglia, Polignano. Aggiungete l’accoglienza che solo una famiglia con una solida tradizione di ristorazione alle spalle sa garantire, come la famiglia Torres. Mescolate il tutto con la calda atmosfera del Natale e unite, poi, l’estro e la creatività delle sapienti mani di ben tre chef e di una brigata consolidata.
Il risultato è un evento che ha saputo allietare gli ospiti, grazie a un’esperienza gastronomica che è stata prima di tutto un racconto di tante storie, quelle di piccoli e grandi produttori, da nord a sud dello stivale.
Siamo a Jamantè, il ristorante nato dalla visione e dalla passione della famiglia Torres a Polignano, un luogo di grande eleganza e fascino, sia per gli spazi che mette a disposizione per gli ospiti, finemente arredati con un gusto mitteleuropeo, che per la sua posizione, situata in quella Polignano che da sempre affascina e incanta ogni visitatore.
E’ stato proprio in questo contesto che Beppe D’Introno, Manager della DB Selection, l’agenzia che promuove i migliori brand di food&wine in Italia, ha scelto per il primo evento invernale a Jamantè.
Protagonista il pomodoro “in tutte le sue salse”, che ha accompagnato, dall’entree al dolce, una cena realizzata a sei mani da tre chef di eccezione: Roberto Pisciotta, chef di Jamantè nonchè membro della Nazionale Cuochi Italiani, Daniele Antonelli, chef di Pepe Nero Bistrot a Bisceglie e, grande ospite direttamente dal veneto, Gabriele Ferron, chef e patron della riseria Pila Vecia, conosciuto per il suo riso, dalla Qualità Certificata, Ambasciatore del Riso nel mondo e insignito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri dell’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

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Il menù proposto nel corso della serata è stato un vero e proprio viaggio nell’essenza ed evoluzione di un prodotto relativamente recente che però ha fatto la storia della nostra terra: il pomodoro.
Per iniziare, si è partiti con un Amuse bouche di benvenuto “Esplosione di pomodoro” a cura di chef Pisciotta, accompagnato da uno Chamapagne Henriot Brut, seguito da un antipasto “Pane e pomodoro”, una zuppetta calda e fredda di pane e pomodoro, misticanza di verdure selvatiche murgiane e granita di ricotta, a cura di Daniele Antonelli, accompagnato da un Henriot Brut Champagne 5 anni sui lieviti 100% Chardonnay; per poi arrivare al risotto “Tra le mani del maestro”, un risotto a firma di Gabriele Ferron, con bisque di canocchie, seppia in due consistenze e limone candito, accompagnato da Champagne Souverain 3 anni sui lieviti 50% chardonnay, 45% Pinot Noir e 5% Meunier.
Il primo, a firma di Roberto Pisciotta, è stato un piatto di spaghettoni Santacandida alla pizzaiola, informato accompagnato da un Nero di Troia “SantaJusta” dell’azienda Agricola Paglione. Spazio, poi, alla “Nfumata e Mazzancolla”, un secondo di Daniele Antonelli a base di salsiccia equina affumicata, mazzancolla cruda, sfricone di Bisceglie e ristretto di vitello, abbinato a un Primitivo “Onirico” Terre dei Vaaz. E, dulcis in fundo, una “Passione di pomodoro”, realizzata da chef Pisciotta con il Pastry Chef Vladislav Mamedov: un gelato al peperoncino, chips di barbabietola, pomodoro candito, pesto di dragoncello e olio di oliva e pannacotta al pomodoro e lampon, con un Asti Spumante dell’azienda Agricola Caudrina. Le coccole finali sono state affidate al panettone artigianale della Pasticceria Filippi.

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Elemento fondamentale dell’evento è stato lo spazio dedicato alla storia, anzi alle tante storie, dei vari produttori che hanno partecipato: un’occasione per ascoltare e conoscere le piccole grandi realtà del territorio, aziende familiari con una lunga tradizione alle spalle o start up innovative, che hanno deciso di investire tempo, denaro, entusiasmo e passione sulla qualità di prodotti di nicchia che escono dal mercato mainstream per far riscoprire la grandezza del saper fare italiano.
La storia e le storie come comune denominatore dell’attività e della vision del ristorante Jamantè, sempre più alla ricerca di quei piccoli grandi tesori sconosciuti della Puglia che, grazie alla creatività e alle sapienti mani di Chef Pisciotta e della sua brigata, trovano dignità e grande espressione.

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