a cura di Alessandra Savino
Ai piedi di quella terra nota ai più con il soprannome di ‘sperone d’Italia’, e chiamata ufficialmente Gargano, sorge un’azienda vitinicola che ha alle sue spalle una storia di imprenditoria femminile. È ad Apricena che, nel 2008, Valentina Passalacqua, laureata in Giurisprudenza e con un Master in Business Administration conseguito a Londra,
fonda la cantina che porta il suo nome. Circa 100 ettari di vigneti coltivati secondo pratiche biologiche e biodinamiche, con un forte impegno verso la sostenibilità ambientale e sociale. Qui Valentina ha scelto di dedicarsi alla produzione di vini naturali, in seguito a quella che potrebbe definirsi l’esperienza più straordinaria per una donna: la maternità.
Lo scorso dicembre è stata fra le cantine selezionate da Asteria Space per la rassegna “In VINO VeritARS”, che ha unito mostre d’arte e degustazioni di vino guidate dalla
sommelier e giornalista Carmela Loragno, nonchè direttore di Food LIfestyle.
Quando e come nasce la tua passione per il mondo del vino?
La mia passione per il vino è nata lentamente, radicandosi con il tempo. Crescendo ad Apricena, ai piedi del Gargano, ho sempre avuto un legame forte con la terra, un amore per la natura che mi è stato trasmesso da mia nonna, che viveva tra le campagne del Gargano. La svolta è arrivata con la nascita della mia prima figlia: ho sentito un profondo desiderio di tornare alla terra e creare qualcosa che fosse in armonia con l’ambiente e autentico. Da lì è iniziato il mio percorso verso il vino naturale.
Cosa ti ha spinto a trasformare questa passione in professione? Quando nasce l’idea di una tua cantina?
È stato un percorso naturale. L’idea di produrre vino è diventata concreta quando ho capito che avrei potuto combinare la mia formazione e le mie competenze manageriali per dare vita a un progetto autentico. Ho voluto creare una cantina che valorizzasse il territorio, essendo cresciuta in questa terra poiché ho avuto la possibilità di vederla in diverse fasi, dall’abbandono allo sfruttamento dell’estrazione, senza mai conferire valore aggiunto, ma vedendola spesso commercializzata e valorizzata all’estero. Per questo ho deciso di creare un posto dove il vino potesse raccontare una storia di genuinità e passione, per riscattare la mia terra dalla sua precedente storia. Nel 2008 ho fondato la mia azienda, che non solo produce vino ma promuove una filosofia di vita.
Cosa si intende per vini naturali e perché hai scelto di dedicarti ad essi?
I vini naturali sono vini che rispettano il ciclo naturale delle uve, senza aggiunta di additivi chimici né interventi invasivi. Questo significa fermentazioni spontanee con
lieviti indigeni e assenza di sostanze artificiali che alterino il sapore. Ho scelto i vini naturali perché riflettono l’essenza del terroir, della mia terra. Voglio che ogni sorso racconti il Gargano, senza filtri né compromessi.
Quali sono le caratteristiche delle uve del Gargano?
Le uve del Gargano sono ricche di carattere, nutrite da un terreno calcareo unico e dal clima mediterraneo; Apricena, infatti, ospita il secondo bacino marmifero d’Italia.
Ci troviamo in una riserva naturale, ai piedi del Gargano, dove la posizione delle nostre vigne offre una protezione naturale dai venti del nord, grazie alle montagne che ci
circondano come un anfiteatro. Situate a 200 metri sul livello del mare e in pendenza, le nostre vigne beneficiano di un microclima che evita il ristagno d’umidità e l’accumulo d’acqua piovana, mantenendo così le piante sane. La biodiversità del suolo arricchisce il territorio di lieviti indigeni, permettendoci di ottenere vini intensi, dalla forza e freschezza uniche, che riflettono l’anima autentica e selvaggia di questa terra.
Come potremmo definire i vini Orange?
I vini Orange sono vini bianchi vinificati come i rossi, lasciando le bucce a contatto con il mosto per un periodo di tempo. Questo processo conferisce loro un colore ambrato
e una complessità aromatica particolare, con note di frutta matura, spezie, e una struttura tannica. Sono vini che invitano a riflettere, a sperimentare nuovi sapori.
Sei stata ospite della rassegna “In VINO VeritARS” che unisce storie di cantine e artisti: cosa secondo te hanno in comune arte e vino?
Per me arte e vino sono entrambi espressioni di creatività e autenticità. Un artista mette se stesso nelle proprie opere, e così anche un vignaiolo trasmette la propria anima nel vino. Entrambi richiedono passione, dedizione e una visione che va oltre l’ordinario. Sia il vino che l’arte parlano al cuore delle persone e creano connessioni emotive profonde.








