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The Climatarian Diet: la dieta di oggi che fa bene al nostro futuro

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A cura di Mirco Furmenti

A rincuorare questo 2021, iniziato in maniera turbolenta, la notizia che il neo eletto presidente USA Joe Biden ha firmato nelle sue prime ventiquattro ore di mandato anche il provvedimento per far rientrare gli Stati Uniti nell’accordo di Parigi sul clima: uno a uno palla al centro.
C’è chi grida che non è mai abbastanza e chi bisogna fare di più, ma un provvedimento di questo tipo ci fa sperare che anche i grandi del pianeta facciano la loro parte nella lotta al cambiamento climatico… E noi?
Anche noi abbiamo voce in capitolo su tutti i fronti: mobilità sostenibile, consumi energetici e soprattutto alimentazione. Sembra una assurdità, ma ciò che portiamo in tavola può fare veramente la differenza non solo per la nostra salute, ma anche per quella del pianeta. Sappiamo benissimo infatti, che ogni alimento possiede una Carbon Foot Print* cioè, per la sua realizzazione, viene prodotta una certa quantità di CO2 che finisce direttamente nella nostra atmosfera intensificando il fenomeno del Global Warming. Alcuni alimenti, per loro natura e per come vengono ottenuti, apportano delle emissioni piuttosto basse, altre invece producono delle quantità di biossido di carbonio e in generale di gas serra notevoli, come certe tipologie di carne.
Senza dedicare troppo spazio a diete estreme per etica e pseudo credenze nutrizionali, basti pensare che all’interno di una dieta onnivora, alla base della vita dell’uomo da millenni, è nata una corrente che fino a qualche tempo fa sembrava fosse solo una moda da star hollywoodiana.
Nel 2009 Myke Tidwell con un suo articolo cominciò a parlare di climatarian diet cioè una dieta di per sé onnivora che ha come obbiettivo ridurre e invertire il cambiamento climatico.
Essere climatariano è una scelta consapevole oltre ad essere un valido strumento della nostra quotidianità.
La cosa buona di questo nuovo regime alimentare è che non prevede l’eliminazione di categorie alimentari come altri stili, e oltretutto è variabile e personalizzabile a seconda di dove viviamo: basta rispettare poche semplici regole.
Mangiare il più possibile prodotti locali e di stagione, in modo da limitare al minimo gli spostamenti degli alimenti e consumare prodotti cresciuti con metodo naturali che non hanno richiesto ausili esterni (come la serra riscaldata). Ed ecco che magicamente il nostro amato avocado che tanto abbonda sulle tavole vegan e salutiste, scompare, a meno che non si abbia il domicilio in Sud America o in Indonesia, oppure che non sia coltivato nella nostra assolata Sicilia… e sia Bio ovviamente!
Per la carne, tanto bistrattata e condannata, il discorso è meno complesso di quanto si possa immaginare. Basti pensare che in nessun modo ne viene proibito il consumo, ma solo sconsigliato l’abuso. Nella fattispecie, come presentato da numerosi studi scientifici, esistono produzioni animali che generano più emissioni ed altre che ne creano di meno.

In primis l’allevamento intensivo del bovino considerato l’alimento a maggior impatto ambientale al contrario della carne bianca allevata in maniera estensiva e biologica. La dieta climatariana, non esclude il manzo, ma lo limita e impone il consumo di carni rosse derivanti da allevamenti a basso impatto ambientale come quelli realizzati al pascolo, in ampi spazi e con una alimentazione naturale (es. il grass feed – alimentazione ad erba). Stesso discorso vale per le carni bianche, che sicuramente hanno impatti inferiori sull’ambiente, ma solo se derivano anch’esse da pratiche di allevamento estensivo. Spostandoci un gradino più in basso troviamo la grande famiglia dei latticini e dei derivati del latte che devono seguire la stessa filosofia delle carni ovvero derivare da allevamenti sostenibili e locali. Caso a parte riguarda i vegetali quali frutta, verdura e legumi considerati i cibi a minor impatto ambientale e quindi i migliori, dai quali attingere maggiormente. Attenzione però, che siano perlopiù locali, di stagione e realizzati seguendo buone pratiche agricole come ad esempio il biologico e il biodinamico.
Ovviamente, la dieta climatariana, non deve solo fare bene all’ambiente ed essere proiettata al futuro, ma deve soprattutto portare benessere all’individuo che ne fa uso. Non è difficile immaginare che questo tipo di regime alimentare sia perfettamente in linea con uno stile di vita sano: molta frutta e verdura di stagione, proteine perlopiù vegetali, carne sì, ma con parsimonia…
La climatarian diet è nata negli Stati Uniti, ma siamo così tanto distanti dal nostro concetto di dieta mediterranea?

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