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FILM&FOOD: il cibi più celebri del cinema

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A cura di Chiara Almonte

Nei film, il cibo è difficilmente solo cibo. È un modo di evidenziare quotidianità, tradizione, potere, desiderio, moralità, raccontare la personalità dei personaggi attraverso il modo in cui mangiano o come ordinano al ristorante, persino per segnalare la passione del regista per il cibo, come accade nei film di Quentin Tarantino.
A volte sono stereotipi come la ciambella di Homer Simpson o la pizza per Joey Tribbiani in Friends.

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Katz’s Delicatessen è diventato iconico a New York grazie alla scena del film “Harry ti presento Sally”, dove Harry addentava il suo spesso pastrami e tutti sanno cosa fece Sally! E la signora al tavolo a fianco “Quello che ha preso la signorina”.
In altre occasioni diventa riconoscibile proprio per il film come, e qui parliamo di un drink, il mitico White Russian de “Il grande Lebowsky”.
Il cibo è l’unico argomento di cui tutti parliamo sempre. Probabilmente perché tutti mangiamo, a chi più a chi meno a tutti ci piace mangiare, cuciniamo, facciamo la spesa. In qualche modo, si finisce sempre per parlare di qualcosa legato al cibo. Ma in questi film, il cibo è diventato iconico ed è difficile non esserne affascinati.

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IL SUGO DE “IL PADRINO”
“Vieni qua uagliò, può succedere che devi cucinare per una ventina di figli! Vedi, si comincia con un poco d’olio, ci friggi uno spicchio d’aglio poi ci aggiungi tomato e anche un poco di conserva. Friggi e attento che non si attacca; quando tutto bolle ci cali dentro salsicce e pulpetta, poi ci metti uno schizzo di vino e nù pucurille ‘e zucchero”.
La ricetta del sugo con salsiccia e polpette de “Il Padrino” è la tradizione italoamericana. Tradizione, attaccamento alla famiglia, valori tipici della mafia italoamericana in quel periodo. Come voler segnalare una metafora tramutandola nella ricetta del sugo. Gli spaghetti con le polpette sono lo stereotipo dell’italiano all’estero, una cucina emigrata che si è adattata ai gusti del nuovo paese.

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LO STRUDEL DI MELE DI “BASTARDI SENZA GLORIA”
Nel capolavoro di Tarantino “Bastardi senza gloria” la scena dello strudel è un intrigante gioco del regista.
Dietro l’offerta del dolce si cela la spietatezza del colonnello Hans Landa e l’interrogatorio a Shoshanna, il modo in cui Landa mangia la sua fetta con voracità e ci spegne sopra la sigaretta appena accesa è metafora del suo carattere crudele.
Di certo Tarantino ne fa sostenere l’illusione con grazia magistrale.

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IL BIG KAHUNA BURGER DI “PULP FICTION”
Se vi siete chiesti se il Big Kahuna Burger sia il miglior hamburger di Los Angeles, non siete i soli.
“Hamburger. La colonna portante di ogni colazione vitaminica” esorta Samuel L. Jackson nella famigerata scena in cui Jules e Vincent si avventano di mattina presto sui tre malcapitati che avevano fatto un torto a Marcellus Wallace, prima di mangiare il loro hamburger preso dagli hawaiani al Big Kahuna Burger. Tre minuti a parlare di hamburgers.
Ma poche persone sanno che il Big Kahuna Burger è una catena fittizia inventata da Tarantino che riappare anche in altri suoi film.

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I COURTESAN AU CHOCOLAT DI “THE GRAND BUDAPEST HOTEL”
I Courtesan au chocolat di Mendl’s, i pittoreschi, rinomati e raffinati bignè bianchi rosa e verde pastello di Wes Anderson fatti dalla bella Agatha che girano intorno alla città di Zubrowka dentro delle scatolette rosa.
Se avete una lista di ricette di dolci da provare, troverete un cortometraggio extra dopo il film e una ricetta a cui non potrete resistere. Sono deliziosi!

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“RATATOUILLE”
“Chiunque può cucinare, ma solo gli intrepidi possono diventare dei grandi”.
Rémy, il piccolo topolino che “cucina” da sotto il cappello da chef di Linguini. Ricorderete la penna del critico che cade dalla tavola quando mette in bocca un boccone di ratatouille che lo riporta bambino. Passione, perseveranza, sacrificio, questo film ha una grandissima morale.

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I CIOCCOLATINI DI “FORREST GUMP”
“Mamma diceva sempre: la vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita”. Cosa c’è di più vero di questa frase di Tom Hanks, mentre aspetta un autobus seduto a una fermata di Savannah?
Questa frase è stata inserita dall’American Film Institute al quarantesimo posto della classifica delle cento migliori citazioni cinematografiche di tutti i tempi e a tutti viene in mente quando apriamo una scatola di cioccolatini, anzi, spesso la diciamo pure.

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