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Le cartellate al vincotto – Non è Natale in Puglia, in particolare a Bari, senza le “carteddàte”, tipico dolce natalizio presente su ogni tavola pugliese che voglia rispettare le tradizioni. Di origine antichissima, secondo la leggenda rappresenterebbero le fasce che avvolsero Gesù Bambino nella sua culla a Betlemme. Altri, invece le assocerebbero alla corona di spine che cingeva il capo di Gesù al momento della sua passione e crocifissione.

Le prime apparizioni delle cartellate risalgono al VI secolo a.C. in un quadro ritrovato nei pressi di Bari, in cui era raffigurata la preparazione di dolci simili offerti agli Dei secondo il culto di Cerere.
Nella città vecchia di Bari, nel periodo natalizio, è molto comune trovare donne del posto, sul ciglio delle loro abitazioni, a preparare questi dolci, composti da una sottile sfoglia di pasta, avvolta su se stessa, quasi a comporre una “rosa”, fritta prima nell’olio e poi unta nel vincotto di fichi o di miele. Infine, una spolverata di cannella mista per un dolce a lunga conservazione, tipico natalizio e simbolo della gastronomia pugliese.

Lo Zelten, il tipico dolce invernale – Tipico della regione del Trentino-Alto Adige, il suo nome ha origine tedesco dalla parola “selten”, “a volte”, ad indicare l’eccezionalità con cui veniva preparato questo dolce. Dato l’utilizzo della frutta secca, lo Zelten è possibile trovarlo solo nei periodi invernali, più precisamente in quello natalizio. Le regole di preparazione e i suoi ingredienti variano da famiglia a famiglia e da zona a zona, avendo tuttavia una base comune di preparazione. Nei manuali di cucina questo dolce è presente già dal Settecento ma è più recente il suo ingresso nella tradizione della pasticceria del Trentino-Alto Adige.

Da Pescara ecco il Parrozzo – Può essere definito il “dolce di D’Annunzio”. Fu lui, infatti, il primo ad assaggiare questa leccornia ispirata all’antico pane delle mense contadine, ricavato dalla farina di mais, meno pregiata, e poi cotto nel forno a legna. La copertura di finissimo cioccolato fondente ricorda le pagnotte contadine bruciacchiate. Ideato e preparato nel 1919 dall’abruzzese Luigi D’Amico nel suo laboratorio nel centro di Pescara, il parrozzo è stato riconosciuto come prodotto alimentare tradizionale della regione Abruzzo nella tipologia “Paste fresche e prodotti della panetteria, della biscotteria, della pasticceria, e della confetteria”. Oltre a farina gialla e cioccolato fondente, per la sua preparazione vengono utilizzate anche mandorle tritate e buccia di arancia o limone.

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