A cura di Camilla Mignone
Anna Ghisolfi è una di quelle chef che non ha scelto la cucina, ma che è stata scelta dalla cucina. Fin da piccola, il suo dolce forno e la passione per i piatti fatti in casa l’hanno spinta a esplorare il mondo gastronomico con curiosità.
Nonostante gli studi linguistici e un’attività di traduzioni, la sua vera vocazione era altrove. La sua crescita formativa, principalmente da autodidatta, si è arricchita grazie ad esperienze con grandi maestri come Gualtiero Marchesi e Rigel, affinando le sue competenze fino a fondare un’attività di catering che nel tempo è diventata un vero e proprio business.
Dal catering alla ristorazione: una graduale evoluzione Il passaggio dal catering al ristorante è stato naturale per Anna, che ha sempre visto la cucina come un modo per
regalare piacere alle persone. Dopo aver iniziato con lezioni di cucina ad amiche e conoscenti e aver gestito eventi per anni, decide di investire le sue energie in un progetto che unisce la sua passione per i fornelli alla voglia di accogliere la clientela con maggiore cura. Nasce così l’idea di aprire il suo ristorante, un luogo dove ogni piatto racconta un dialogo tra tradizione ed evoluzione continua. Il ristorante riflette appieno la sua filosofia: ogni piatto è pensato per offrire un’esperienza sensoriale completa.



Una passione tutta al femminile
Essere donna in un mondo gastronomico tradizionalmente maschile non è mai stato un ostacolo per Anna Ghisolfi, chene ha fatto un punto di forza, creando un team di donne che
sono cresciute nel tempo, amiche che l’hanno supportata nel catering e che oggi lavorano con lei in cucina e in sala. Per Anna questo lavoro è più di una professione: è una filosofia di vita condivisa con tutto lo staff, unito dalla volontà di accogliere e trasmettere emozioni attraverso il cibo e il buon vino.
Il suo ristorante trova spazio in un luogo unico: la Chiesa del Crocifisso, sconsacrata da decenni, oggi trasformata in un ambiente che riflette pienamente la sua visione. Qui, l’atmosfera è accogliente ed essenziale, con un’estetica minimalista che valorizza trasparenza e condivisione. La cucina a vista coinvolge gli ospiti nel processo creativo di ogni piatto, rendendoli parte attiva dell’esperienza gastronomica e amplificando il legame tra chef e commensali.
La cucina che racconta il territorio Con il passare degli anni, il rapporto della Chef con il territorio si è evoluto. Da un’iniziale ricerca dell’ingrediente perfetto, si è spostata verso un’attenzione maggiore alla stagionalità e al rispetto per la terra. La sua cucina oggi è caratterizzata dall’uso di prodotti locali, lavorati con rispetto
e attenzione. La sua filosofia si riflette nel piatto, dove la parte vegetale gioca un ruolo protagonista, senza però escludere la proteina. Ma la cucina di Anna Ghisolfi non è solo una questione di ingredienti e ricette: ogni piatto, dai set di antipasti in cui si gioca con “Tradizione” e “Prodotti”, a “Riso e Zucca con gocce di passito” fino alla dolce conclusione con la “Scorpacciata”, sono una narrazione di passione, tradizione e innovazione. Piatti che rievocano la memoria storica e, nello stesso tempo, vanno a toccare nuove corde sensoriali, grazie a consistenze, temperature e tecniche di lavorazione moderne. Accanto ad Anna c’è il marito Enrico, che si occupa con grande preparazione e professionalità della cantina. Grazie alla sua passione e alla sua competenza, riesce a portare nei calici degli ospiti l’essenza dei Colli Tortonesi, proponendo una vasta selezione di Timorasso e Barbera. Ma non solo: la sua cura per la scelta dei vini non dimentica le eccellenze internazionali, offrendo una carta che unisce tradizione e raffinatezza, per accompagnare ogni piatto con il miglior abbinamento possibile.
Guardando al futuro, Anna ha grandi ambizioni: ampliare l’offerta gastronomica e creare un unico spazio, dove gli ospiti possano vivere appieno il territorio, dal soggiorno,
alla colazione e alla cena, immergendosi nella bellezza e nei sapori autentici della sua terra.








