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Andrea Pala: il premio “Miglior giovane enologo 2021” di Vinoway arriva in Sardegna

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Ve la ricordate questa frase di Mario Rigoni Stern? “I ricordi sono come il vino che decanta dentro la bottiglia: rimangono limpidi e il torbido resta sul fondo. Non bisogna agitarla, la
bottiglia”.
Nessuno meglio di un enologo sa quanto il vino debba decantare prima di essere bevuto. La bottiglia viene lasciata lì, maestosa nella sua posizione eretta, fino a che tutto il sedimento è scivolato sul fondo. Ventiquattro ore o più, perché degustare (e non semplicemente bere) vino richiede sapiente pazienza.
La decantazione è fondamentale affinché alcuni vini possano esprimersi. Un enologo lo sa. E un enologo poi, quando versa il vino nel calice lo incoraggia ad “aprirsi”, lasciando riposare ancora. Ma cosa c’’entra tutto questo con i ricordi di cui Rigoni Stern parlava?
Provate a pensare a un giovane enologo che sin da bambino ha legato sogni e passioni alla sua professione e che per fare al meglio il suo lavoro (e dare voce all’amore per questo lavoro) ha dedicato tutto se stesso.
E poi un giorno, l’impegno e gli sforzi vengono ripagati e si ritrova ad essere eletto miglior giovane enologo italiano. Ecco, il ricordo di quel momento, la sorpresa e la gioia provati, resterà limpido nella sua mente come un vino che ha decantato il giusto tempo.
È accaduto lo scorso anno a Nicola Biasi, miglior giovane enologo 2020 per la Vinoway Wine Selection. Ed ora Nicola ha passato il testimone a un ragazzo sardo, che ha imparato ad amare la terra, la vigna e il vino dalla sua famiglia, dai nonni e dal padre.
Si chiama Andrea Pala il miglior giovane enologo 2021, trentacinque anni di Luras. Lo abbiamo incontrato per respirare con lui un po’ di quella limpida gioia e farci raccontare le emozioni che resteranno impresse nella sua memoria.
Tutti in paese hanno sempre coltivato un pezzo di terra – ci dice -. Sono cresciuto in mezzo alle vigne, ho conosciuto e amato il vino sin da ragazzino. Ma la passione, quella vera, è arrivata ai tempi dell’università, anche a seguito di viaggi in cui ho compreso davvero il mondo vitivinicolo. Essere il miglior giovane enologo è per me un traguardo e un riconoscimento importantissimo. Sono felice e fiero e assieme a me lo è tutta la mia isola”.
La Sardegna attraverso Andrea, un ragazzo spigliato e determinato, esprime infatti tutta la bellezza dei suoi vini. Vini che, come sottolinea Pala, “hanno bisogno di persone che sappiano fare rete, per raggiungere una visibilità più decisa. Un vitigno autoctono particolare di cui mi farebbe piacere farmi portavoce per donargli notorietà è l’Arvisionadu; è uno dei più rari e antichi vini della Sardegna. È una delle prime aziende che ho iniziato a seguire quando ho deciso di fare il consulente e sono molto onorato di poter lavorare con loro”.
Andrea Pala lavora per diverse cantine dell’isola e della penisola e ha sempre provato a realizzare al meglio i loro vini, mettendo in risalto il prodotto riconoscendogli le caratteristiche del territorio in cui nasce. Perché è questo che deve fare un enologo. Ma non solo, “il compito più grande – sottolinea – è il trasferimento della passione per il vino, così che il settore si arricchisca e il sapere del vino non resti chiuso in una stanza esclusiva per i tecnici”.
E se poi chiedete ad Andrea quali sono invece i segreti, o le doti, che possono portare un professionista ad essere innalzato sul podio dei migliori, lui risponde “passione e lungimiranza”.
Sì, la “Dinner with the Stars” della Vinoway Wine Selection incorona a miglior giovane enologo dell’anno un ragazzo che non conosce la differenza tra lavoro e passione, perché la sua passione è il suo lavoro. Laureato a Pisa, negli anni ha rivestito ruoli diversi e importanti. Tra tutti basta citare la commissione di certificazione vermentini di Gallura Docg, il ruolo di consulente selezionatore di vini Barnabei a Roma e la presidenza dei Giovani Enologi Italiani.
Ha sempre tenuto alta la fiera bandiera delle sue radici e che proprio in Sardegna sia stato incoronato il miglior giovane enologo 2021 rende questo traguardo ancora più significativo.
Così, rivisitando l’affermazione di uno sconosciuto vecchio scrittore e tornando all’immagine della bottiglia di vino che decanta, probabilmente la gioia di Andrea Pala è intensa come quella che prova il vino stesso quando viene bevuto con passione.

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